Il Tirreno

prato: al fabbricone 

Un padre, l’Islam e la figlia jihadista

G.R.
Un padre, l’Islam e la figlia jihadista

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PRATO. Islamologo e filosofo francese di origine marocchina, Benzine è uno degli esponenti di spicco di quella nuova generazione di intellettuali dediti allo studio del Corano in un’ottica di dialogo con le altre culture e religioni occidentali. Sull’onda di questi studi prendono forma alcuni dei suoi lavori più incisivi, come “Il Corano spiegato ai giovani” e questo “Lettere a Nour”, dramma epistolare fra un padre intellettuale musulmano praticante che osserva la sua religione come messaggio di pace e amore, e una figlia (Nour) partita in Iraq per ricongiungersi a un musulmano integralista sposando la causa jihadista fino a pagarne il duro prezzo. Lo spettacolo da stasera a domenica arriva a Prato, al Fabbricone, protagonisti Franco Branciaroli e Marina Occhionero, per la regia di Giorgio Sangati. «Da tempo – dice Benzene – mi pongo una domanda: perché giovani uomini e giovani donne, nati nel mio stesso paese, dalla mia stessa cultura, decidono di partire per uccidere in nome di un Dio che è anche il mio? Questo dialogo vuole essere una risposta parziale, forse impossibile». — G.R.

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