Il Tirreno

stasera in concerto a grosseto 

Luca Carboni: «Il mio “Sputnik” per viaggiare insieme in musica»

Giulia Sili

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GROSSETO. “Sputnik” come il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla terra nel 1957, si chiama così l’ultimo album di Luca Carboni, il cantautore bolognese che stasera sarà sul palco del teatro Moderno a Grosseto alle 21. «Yuri Gagarin, primo uomo nello spazio, diceva che la terrà vista da lassù era bellissima. E questo disco è la mia vita vista dall’alto» racconta il cantante che ha realizzato di suo pugno la copertina dell’album dove si è raffigurato vestito da astronauta, con dietro il satellite russo e la luna. La Maremma per Carboni è una terra nota, lo racconta al Tirreno in un’intervista: ogni anno con il suo gozzo parte dalla casa all’Elba e naviga verso sud.

Carboni, quello della copertina è uno stile che ricorda molto la propaganda degli anni ‘50 e ‘60 in auge nel blocco sovietico. Ha voluto lei questa immagine del disco?

«Dentro al disco c’è la canzone Sputnik che dà anche il titolo all’album. Ho scelto questo titolo perché parallelamente alla storia personale c’era una storia molto più ampia. Sono nato negli anni ‘60, e quindi nel periodo della Guerra Fredda, quello che Lucio cantava in Futura “I russi, i russi, gli americani”. C’era il gioco di chi arrivava prima, una corsa allo spazio per avere delle medaglie. I russi partirono per primi con questa specie di palla, il primo satellite che ha inaugurato l’era che stiamo vivendo. Poi ho scoperto che Sputnik significa “compagno di viaggio” e mi è piaciuto ancora di più perché effettivamente quello che si fa con la musica è un viaggio insieme. Così ho giocato con i pennarelli mettendomi nella grafica al posto di Gagarin e dei personaggi della propaganda».

Che tipo di concerto sarà quello di questa sera a Grosseto?

«Naturalmente ogni concerto è figlio dell’ultimo disco e Sputnik è molto elettronico. Farò però anche un po’ di viaggi nel tempo e nel mio caso il tempo è lungo, perché sono 35 anni e un po’ di musica. Il concerto vive proprio sul fatto di creare grandi contrasti e far sentire le epoche diverse, canzoni passate e recenti. Momenti più intimi, acustici ed elettrici. C’è ricchezza di sonorità diverse e c’è anche un lavoro video con due schermi sul palco. Le atmosfere sono sottolineate da delle immagini».

Conosce la Maremma?

«Sì, la conosco abbastanza perché vivendo quattro o cinque mesi all’anno all’isola d’Elba ci passo di frequente. Ho la casa lì. Dalla primavera fino a ottobre faccio base a Capoliveri. Ho tanti amici da quelle parti e ci vengo anche con il mio piccolo gozzo; mi spingo fino davanti a Grosseto e sono arrivato anche alle Formiche. Sono molto legato a questa parte della Toscana, me ne sono innamorato nel 1986, quando feci il tour del secondo disco. Mi invitarono all’Elba e fu amore a prima vista. Da allora sono tornato tutte le estati».

Biglietti su ticketone da 35 a 40 euro. —

Giulia Sili

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