Il Tirreno

Il doppio giallo del Vitruviano e del “Salvator”. Leonardo da Vinci è un intrigo internazionale

Il doppio giallo del Vitruviano e del “Salvator”. Leonardo da Vinci è un intrigo internazionale

Il disegno dovrebbe andare al Louvre, ma Roma smentisce. E del quadro pagato 450 milioni si sono perse le tracce

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ROMA. Quando si parla del genio di Leonardo da Vinci, non manca mai un pizzico di giallo, di mistero. Doppio, addirittura: perché se da una parte si scatena un caso sul prestito dell’'Uomo Vitruviano di Leonardo da Venezia al Louvre, dall’altra si sarebbero perdute le tracce del “Salvator Mundi”, dipinto attribuito al grande artista vinciano..

L’UOMO VITRUVIANO

Per il prestito dell’opera custodita alle Gallerie dell'Accademia di Venezia al Louvre per la grande mostra dedicata ai 500 anni dalla morte del genio da Vinci, «non sono mai stati fatti accordi». A precisarlo è il ministero dei Beni culturali, smentendo in una nota l'articolo di Le Figaro che dava per fatta l'intesa per la presentazione del celebre disegno nel museo parigino. «Nonostante la netta smentita del Mibac - si legge nella nota del ministero - viene dato per scontato il prestito dell'Uomo Vitruviano, ma sulla questione il Mibac ha più volte ribadito che non sono mai stati fatti accordi. «Il ministro Alberto Bonisoli e il suo omologo francese Franck Riester si sono incontrati due volte: una a Milano e un'altra a Parigi, e in nessuna delle due occasioni sono stati chiusi accordi per opere in prestito, né per le opere di Leonardo da parte francese né per quelle di Raffaello da parte italiana. Si è deciso solo, ed è stato detto più volte pubblicamente, che sarebbero stati svolti degli approfondimenti dai rispettivi uffici tecnici sulle opere che avrebbero potuto essere oggetto di eventuali reciproci prestiti».

IL DIPINTO...svanito

Ed è giallo sul Salvator Mundi, il dipinto attribuito a Leonardo da Vinci venduto all’asta nel 2017 per 450,3 milioni di dollari, cosa che lo rese l’opera più costosa della storia. Il quadro sembra essere svanito nel nulla. L’opera che rappresenta il Cristo benedicente avrebbe dovuto essere la star di un’esposizione al Louvre di Abu Dhabi nel mese di settembre dello scorso anno, ma la mostra fu cancellata senza fornire spiegazioni.

Il New York Times ha cercato di capire chi abbia ora le mani sul quadro ma - come riferisce in un articolo - si è trovato davanti a un muro di gomma che fa supporre che il dipinto di Leonardo sia finito al centro di “un intrigo internazionale”. Secondo il quotidiano statunitense, il Louvre parigino, che ha un accordo che vale centinaia di milioni di euro con il museo nel Golfo Persico per l’utilizzo del suo marchio, avrebbe a sua volta voluto esporre l'opera in autunno in occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni della morte di Leonardo da Vinci, ma non sarebbe riuscito a rintracciarla. Fonti che hanno voluto rimanere anonime del museo di Abu Dhabi dicono che non hanno idea di dove si trovi il dipinto, e il Dipartimento della cultura degli Emirati rifiuta di dare risposte in merito alla situazione.

Dov’è ora il Salvator Mundi? In che condizioni è ? La risposta potrebbe arrivare, forse, solo da quello che parrebbe sia stato il miglior offerente in quell’asta passata alla storia: il misterioso principe Bader bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan al-Saud che è stato nominato ministro saudita della Cultura,ma che, però, sarebbe stato solo un intermediario per proteggere l’identità del vero acquirente dell’opera, che qualcuno indica nel principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Perché, allora, il quadro avrebbe dovuto essere esposto ad Abu Dhabi? In prestito? Come regalo? La vicenda è un vero thriller nel mondo dell’arte , a farne le spese sono i milioni di persone che avrebbero voluto ammirare quel Cristo che ha fatto discutere tanto i grandi esperti di Leonardo nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla morte del genio di Vinci. —
 

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