Il Tirreno

l’inaugurazione del Mubia

C’è un’astronave sotto le Biancane: nel museo un viaggio al centro della Terra

Giulia Sili
Un'immagine del geode, cuore del nuovo Museo delle Biancane
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Un'immagine del geode, cuore del nuovo Museo delle Biancane

Monteverdi, una sfera nera nella vecchia centrale geotermica: da lì parte il percorso multimediale per scoprire i segreti del sottosuolo

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MONTEVERDI. Le torri di raffreddamento di una vecchia centrale geotermica tornano in vita grazie a un progetto futuristico; là, dove una gigantesca navicella spaziale, dalla superficie nera e lucidissima, viene custodita all'interno di un edificio dei primi del '900. Il risultato è una commistione di archeologia industriale avvolta da un'estetica postmoderna. È il Mubia, il Museo delle Biancane di Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto, inaugurato ieri pomeriggio. Centro nodale del museo, che custodisce al suo interno i segreti del sottosuolo, è la geonave, il gigantesco geode nero che accoglie i visitatori per accompagnarli in un viaggio virtuale ed immersivo nel centro della terra.

Il progetto è stato delineato attraverso l'uso della metafora letteraria, in modo che l'allestimento stesso prendesse la forma di una narrazione. “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne, e “Viaggio allucinante” di Richard Fleischer, sono le suggestioni che hanno indotto gli ideatori del Mubia a immaginare una nave spaziale per esplorare il sottosuolo delle Biancane. Il Mubia è stato commissionato dal Comune di Monterotondo Marittimo e il progetto scientifico è stato curato da Alessandra Casini, direttrice del Parco delle Colline Metallifere e da Armando Costantini e Giancarlo Pagani dell’Università di Siena. Gli allestimenti sono realizzati da 490 Studio, Space e Quadricomia.

«Il debutto in società di un museo che si è realizzato è sempre emozionante – commenta Roberto Cena, museografo di 490 studio - Ma nonostante il nostro portfolio annoveri allestimenti di rilevanza internazionale, come il Mauto, Museo dell’automobile di Torino, il Muse, Museo delle scienze di Trento e Romeo & Juliet Experience di Verona, l’inaugurazione del Mubia è per noi un traguardo esaltante. Perché un museo così complesso e innovativo ha richiesto un lavoro importante». Il Mubia ha il compito di svelare cosa avviene nel sottosuolo: le cause sotterranee che determinano la geodiversità di un luogo così speciale e unico come il Parco delle Biancane. Il progetto di allestimento è stato curato dall’architetto Marco Del Francia: «Realizzare il Mubia all'interno dell'ex Centrale dei Lagoni Boraciferi – spiega - significa stringere ancor più il legame tra le manifestazioni geotermiche delle Biancane e le testimonianze storico-industriali dello sfruttamento da parte dell’uomo del fluido che nasce dentro la Terra. La geonave serve ad esplorare il sottosuolo delle Biancane: una sfera nera, misteriosa, di grande impatto emotivo, al cui interno è possibile compiere un viaggio multimediale».

La “Morte Nera” del film “Guerre stellari” è il riferimento al quale si pensa immediatamente di fronte al gigantesco geode che sembra atterrato dal cielo all'interno della centrale. L’opera funziona sia come oggetto di contemplazione e di meraviglia sia come spazio funzionale: i visitatori si possono sedere all'interno del geode per una vera e propria esperienza sensoriale. I contenuti del museo sono poi disposti lungo le pareti, con schermi, pannelli grafici e postazioni di approfondimento. C'è poi una stanza chiamata “Laboratorio del professor Lidenbrock”, ripresa dal famoso personaggio del “Viaggio” di Verne. All'interno del laboratorio è possibile curiosare tra le carte, studiare i fenomeni attraverso i microscopi, osservare i diorami, i modelli e i giochi didattici, approfondendo le scoperte di fine secolo, che hanno contribuito alla formazione della scienza moderna. Un museo in grado di attrarre famiglie e bambini, ma anche il pubblico adulto.
 

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