Il Tirreno

La tragedia greca e le guerre attuali nelle “Troiane”

Gabriele Rizza

Al Metastasio di Prato il testo di Euripide riletto da quattro attrici e registe 

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teatro

Partendo dal testo di Euripide, con innesti da altri autori classici e contemporanei (Omero, Seneca, Ovidio, Sartre, Licofrone) Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Corinna Lo Castro vestono i panni di Ecuba, Cassandra, Andromaca e Elena per raccontare quello che resta dopo i dieci anni della guerra di Troia. La loro storia è l’epilogo, l’atto finale della tragedia: la città è distrutta, depredata di tutti i tesori e data alle fiamme, gli uomini e i bambini uccisi, le donne prigioniere in un campo, dove attendono di conoscere il proprio destino di schiave.

“Troiane. Frammenti di tragedia” è di scena da stasera a domenica al Metastasio di Prato: un universo femminile fatto di coraggio, il destino di un gruppo di donne, madri, figlie, sorelle, mogli, che condividono la condizione di vittime di un gioco più grande di loro e carnefici l’una dell’altra, fotografate nelle loro relazioni private in dialogo con il portato mitico che i tragici greci hanno loro assegnato. Ecuba la grande Madre, Cassandra la veggente presa per pazza, Elena l’eterno femminino e causa della guerra, Andromaca la moglie devota di Ettore, madre di Astianatte, agnello sacrificato all’arroganza e alla crudeltà dei vincitori. «A volte il linguaggio e la forma delle tragedie antiche ci appaiono lontani, non sempre comprensibili – spiegano le quattro interpreti e registe – perché sono mutati i riferimenti culturali, è mutata la struttura psichica degli individui. Ma possiamo anche dire che nulla è cambiato. Fa paura la perfetta sovrapponibilità di questa antica tragedia con le guerre che oggi sconvolgono il mondo». —

Gabriele Rizza

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