Attenzione
Musica, ma anche scienza e generazioni a confronto con Agnelli in “Ossigeno”
MILANO. Parte il 6 aprile (ore 23.10) la seconda stagione di “Ossigeno” spazio televisivo su Rai 3 condotto da Manuel Agnelli. Per 6 settimane ospiti di varia estrazione andranno a trovare il musicista col quale viaggeranno nelle proprie discipline. «Ci saranno musicisti – spiega Agnelli – ma anche scienziati, attori con cui esplorare il presente».
Ovviamente la presenza dei musicisti sarà rilevante. «Il bello – spiega Agnelli che è coautore – è che nessuno viene per presentare il suo ultimo disco». Infatti, accompagnati da una band diretta da Rodrigo D’Erasmo, gli ospiti si cimenteranno in cover duettando con il padrone di casa. Ecco Piero Pelù (nella prima puntata) cantare “Male di miele” (degli After), Max Gazzè spiegherà il basso di “Walk on the wild side” di Lou Reed, il trombettista Fabrizio Bosso e Manuel eseguiranno una versione di “Lindbergh” di Fossati che sarà protagonista (nella prima puntata) di una chiacchierata con Agnelli. Tutte versioni uniche. Tra gli intervistati l’archistar Stefano Boeri, il professor Stefano Mancuso, direttore del laboratorio di neurobiologia vegetale ed il fumettista Zerocalcare. «Ognuno – dice Agnelli – ha dato la sua visione del mondo, quindi chiacchiere profonde, non banalità».
Agnelli sembra trovarsi a proprio agio nel fare tv anche in condizioni diverse. “Ossigeno – dice – mi appartiene come mi appartiene in maniera differente X Factor. Se facciotTv spingo per la mia visione, che è di portare contenuti». La trasmissione permette anche di avere una visione sul mondo della musica. “Salmo – dice Manuel – è l’anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova generazione, tra cui esiste una frattura insanabile. La generazione nuova non è addomesticabile dalla precedente. Mi ricorda il punk». —
Luca Trambusti
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