Gioco
Il thriller storico di una livornese esalta la Pisa antica
Francesca Ramacciotti torna in libreria con “I custodi della pergamena del diavolo”
Il libro
«Pisa altera Roma». Così San Bernardo di Chiaravalle invocava la città come nuova sede della Chiesa, al posto di una Roma decadente e corrotta. Nel XII secolo, Pisa era forse la più ricca e potente città d’Italia, anche se nei libri di storia niente si legge in merito. Per rimediare a questa “ingiustizia” storica, nel suo romanzo “I custodi della pergamena del diavolo” in uscita il 28 marzo per Newton Compton, la livornese Francesca Ramacciotti - già vincitrice di un’edizione del torneo “Io scrittore” con il romanzo, edito dal gruppo GeMS, “Un angelo nel pallone” - ricrea l’universo della Pisa medievale, grazie anche all’aiuto di due storici pisani, Maurizio Vaglini ed Agostino Agostini.
Perché sono così scarse le notizie sull’inizio della costruzione della Torre e sul suo architetto? Dove è finito l’oro che ricopriva la Porta Aurea, antico arco di trionfo della città? Quale mistero cela l’enigmatica chiesa di San Sepolcro, all’epoca sede del Gran Priorato gerosolimitano, antesignano dell’Ordine di Malta? In uno scenario letterario inedito, l’autrice risponde a queste ed altre domande, intrecciando realtà storica e fantasia, medioevo e giorni nostri, santi e meretrici. In questo thriller storico, ambientato nei vicoli di Chinzica e nelle vie della Civitas, ossia in luoghi ancora oggi riconoscibili, i lettori si appassioneranno agli intrighi del passato, legati al presente da un segreto inconfessabile. E, al tempo stesso, visiteranno una Pisa inedita, antica ma sempre viva e affascinante, che spesso i libri si dimenticano di raccontare. —
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