Il Tirreno

vicchio nel mugello 

Ida Nielsen, Calibro 35 e quattro giorni di jazz nella terra di Giotto

G.R.
Ida Nielsen, Calibro 35 e quattro giorni di jazz nella terra di Giotto

2 MINUTI DI LETTURA





VICCHIO. Quattro giorni di grande musica con la possibilità, fra l’altro, di godersi i primi giorni di primavera nel meraviglioso Mugello. Da oggi a domenica torna a Vicchio il Giotto Jazz Festival, vivace kermesse giunta alla 22ª edizione che si snoda fra concerti, workshop, incontri e naturalmente appuntamenti legati alla gastronomia del territorio.

«Un programma pensato per offrire ai partecipanti un’esperienza più completa e coinvolgente possibile» dicono gli organizzatori. Che, capofila il Comune, schierano il locale Jazz Club e l’associazione Music Pool. Primi a salire sul palco del teatro Giotto saranno stasera Ginevra Di Marco e l’Orchestra multietnica di Arezzo, trentacinque musicisti provenienti da mezzo mondo, dall’Argentina al Bangladesh, dal Giappone alla Palestina, dalla Russia alla Somalia, che affiancati da Francesco Magnelli e Andrea Salvadori propongono un itinerario etnomusicale, fra culture e tradizioni diverse, pace e guerra, nomadismo e amore per le proprie radici, un progetto che si muove nel segno della pluralità, del confronto e della contaminazione.

Grande attesa anche per il concerto di domani con protagonista Ida Nielsen (la bassista già al fianco di Prince a partire dal 2010) che, in veste di compositrice, strumentista e produttrice, presenta il suo un nuovo album, “Time 2 stop worrying” un concentrato di funk, hiphop, nusoul, energia allo stato puro, accompagnata dai “Funkbots”, Kuku Agami (voce), Mika Vandborg (chitarra), Pat Dorcean (batteria). Sabato, dopo il set del trombettista Fabio Morgera, in trio con Riccardo Galardini (chitarra) e Guido Zorn (contrabbasso) tocca, per la loro unica data di primavera, ai “Calibro 35” rilanciare il repertorio delle colonne sonore made in italy, firmate da Morricone, Micalizzi, Cipriani, i fratelli De Angelis, suoni, melodie, atmosfere, supportati nell’occasione dalla voce suadente di Elisa Zoot, frontwoman della rock band londinese Black Casino and the Ghost.

Protagonisti della giornata conclusiva saranno il sax di Dario Cecchini, con Vincenzo Genovese (tastiere), Luca Scorziello (percussioni), Nadyne Rush (voce), un set in bilico tra jazz, soul, funk; l’ensemble July Gospel Singers diretto da Luca Luglio, per finire alla grande con Sergio Cammariere che al pianoforte sciorina il meglio del suo repertorio (recentemente inciso nell’album “Io”) affiancato da Luca Bulgarelli al contrabbasso e da Amedeo Ariano alla batteria. —

G.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore