Il Tirreno

Le copertine dei dischi ci raccontano 50 anni di Italia fra emozioni e musica

Massimo Galletti
Le copertine dei dischi ci raccontano 50 anni di Italia fra emozioni e musica

I grossetani Federico Pieri e Daniele Sgherri hanno raccolto tutti i 45 giri dei brani presentati a Sanremo dal 1970 a ora

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 «È un giorno importante per noi. Dopo venti anni di gestazione e di ricerche siamo riusciti, io e Federico Pieri, a mettere a frutto il nostro lavoro. Un lavoro impegnativo che ci ha fatto sognare, viaggiare nel tempo e negli anni con un libro, piuttosto corposo, di 600 pagine». Così Daniele Sgherri ha introdotto la presentazione del volume “Sanremo a 45 giri” la storia del Festival raccontata attraverso le copertine di tutte le canzoni partecipanti alla rassegna musicale dal 1970 al 2018.

Per un pomeriggio, nella sala dell’associazione Ergo Sum di Grosseto, la casa editrice che pubblica il libro, il pubblico presente è tornato indietro nel tempo attraverso i racconti, gli aneddoti, e le storie dei due autori grossetani Daniele Sgherri e Federico Pieri, alla presenza di Franco Fasano, autore di canzoni bellissime scritte per Mina, Fausto Leali, Drupi, Fiordaliso e tanti altri cantanti che hanno fatto la storia della kermesse della canzone italiana. Fasano ha firmato anche la prefazione del libro, che non vuole essere solo un catalogo per appassionati e collezionisti, ma un racconto della storia musicale e della vita sociale attraverso la lente delle canzoni. Durante l’incontro sono state raccontate le esperienze dei due autori e dello stesso Fasano che fece il suo esordio come cantante nella edizione del Festival di Sanremo del 1981 con il brano “Un’isola alle Hawaii” e che lo vinse nel 1989 come autore della canzone di Fausto Leali e Anna Oxa “Ti lascerò”.

Un libro che non è facile da definire. Sfogliandolo, la sensazione è quella che guardando le tantissime copertine delle canzoni, si rivivano una cascata di emozioni e di ricordi. È quasi impossibile non associare una copertina, leggere un titolo e non ripensare a qualcuno o a qualche momento della nostra vita legato a quella canzone. In una classifica ideale dei cinque dischi più particolari, non solo per il brano, ma per la loro rarità, il tempo di ricerca impiegato per trovarlo o di un episodio di vita vissuta, gli autori ricordano per esempio Dori Ghezzi con “Occhi a mandorla”, il primo disco della collezione comprato da Federico Pieri da un rigattiere di Gavorrano. Oppure “Quel giorno non mi perderai più” dello stesso Franco Fasano, che secondo i critici è uno dei brani in assoluto più belli del festival, e forse sottovalutato. Così come “E le rondini sfioravano il grano” del 1986 di Giampiero Artegiani. E ancora, “La donna quando pensa” del 1974 cantato da Paola Musiani, difficile da trovare e scoperto per caso su Ebay dal computer di una hall di un albergo di Tel Aviv. Oppure “Uomini soli” dei Pooh, particolare per la sua bellissima copertina. Ma anche i dischi di Kriss e Saratoga del 1975 e di Coscarella e Polimeno del 1980, due dischi difficilissimi da trovare assolutamente rari e costosi e che hanno chiuso la ricerca dei due decenni 1970 e 1980. Senza scordare il secondo disco di Donatella Rettore, “Capelli sciolti”, carissimo e ricercatissimo da tutti i collezionisti.

Nel corso della presentazione Franco Fasano ha accompagnato i racconti sul Festival cantando alcuni dei brani più famosi. —
 

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