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Ecco “Sirenetta”, torna a S. Miniato il teatro dedicato ai più piccoli

Ecco “Sirenetta”, torna a S. Miniato il teatro dedicato ai più piccoli

Nuovo evento oggi alle 17 in sala del Bastione per la rassegna “Sognare teatro famiglie”

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SAN MINIATO. Oggi, domenica 17 marzo, alle 17, prosegue nel centro storico di San Miniato, nella Sala del Bastione, la settima edizione di Sognare Teatro Famiglie, organizzata dal Teatrino dei Fondi, con il sostegno del Comune di San Miniato e della Regione Toscana, con la Compagnia teatrale “Gli Alcuni” di Treviso, che presenta "La voce della sirenetta", liberamente tratto da La Sirenetta di H.C. Andersen, testo di Sergio Manfio, per la regia di Anna Manfio, che è anche interprete insieme ad Anna Valerio. Uno spettacolo in cui la Sirenetta non vive la classica peripezia che tutti i bambini conoscono, ma è costretta a subire un grave torto ad opera della cattivissima Maga Cornacchia e del suo aiutante Babù. In scena Fata Corolla e Fata Valeriana sono state mandate in viaggio da Fata Smeralda, la regina delle fate. La loro destinazione è il profondo mare e il loro scopo è fare uno studio approfondito sugli incantesimi marini, per diventare sempre più brave e capaci.

La rassegna prosegue domenica 24 marzo, alle 17, con la compagnia di Fermo, in "Lagrù in Storie nell’armadio" con l’interpretazione di Oberdan Cesanelli, Stefano Leva e Lorenzo Palmieri, la regia di Oberdan Cesanelli e il testo di Oberdan Cesanelli, Stefano Leva. Lo spettacolo vede in scena due attori e nell’armadio un animatore, che dà vita ai pupazzi protagonisti delle storie raccontate. Attraverso il racconto di fiabe tradizionali e di storie moderne, lo spettacolo esorcizza la paura e fa tremare dalle risate. Due attori, spaventati ma curiosi, si avvicinano a uno strano armadio comparso all’improvviso... che cosa ci sarà dentro? Mentre domenica 31 marzo, alle 17, sarà la volta del terzo appuntamento con il Teatrino dei Fondi in "La principessa e il drago", testo e regia Enrico Falaschi, da un soggetto di Angelo Italiano, con Serena Cercignano e Alberto Ierardi, scenografie Angelo Italiano e Marco Sacchetti. Una fiaba originale, dove l’amore e la nobiltà d’animo vanno oltre le differenze sociali. Una storia che ci aiuta a riflettere sull’importanza di non fermarsi alle apparenze, sull’importanza di non aver paura del diverso da noi, sull’importanza della conoscenza e del dialogo per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi. Uno spettacolo multidisciplinare dove il teatro d’attore viene integrato e arricchito da una serie di elementi propri del teatro di figura e di un bagaglio legato alla tradizione del teatro canzone, fatto di musiche dal vivo e canzoni originali composte con un linguaggio adatto alle giovani generazioni. —

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