Gioco
“Alma”: il nuovo Enrico Ruggeri fra spiritualità e sperimentazione
Il cantautore milanese esce con il suo 35° album di inediti Collaborano i Decibel, la moglie Andrea Mirò, il figlio e Ermal Meta
il disco
Con “Alma” fanno 35. Tanti sono i dischi di inediti che Enrico Ruggeri ha registrato (di cui 4 con i Decibel). La sua nuova fatica è un bell’album in cui si trovano conferme ma anche novità. «Dopo l’esperienza con i Decibel – dice il cantautore milanese – volevo un disco che fosse mio, in cui si risentissero le recenti esperienze con la band e allo stesso tempo fosse basato sulla vena cantautorale».
Obbiettivo centrato visto che i restanti Decibel (Fulvio Muzio e Silvio Capeccia) seppure in momenti diversi, appaiono come autori, realizzando con Ruggeri tre brani di impatto rock. È proprio dal punto di vista musicale che “Alma” mostra una nuova anima. «In questo senso – confessa Ruggeri – è un disco rivoluzionario, con un approccio musicale diverso. Per gli arrangiamenti siamo andati a sottrazione, senza aggiungere molto rispetto alla scrittura originale. Inoltre questo disco, più dei precedenti, è veramente registrato dal vivo, senza montaggi, semplicemente stando in studio a suonare tutti insieme, cercando la take migliore. Avendo un mio studio non ho la pressione di dover fare le cose in tempi ristretti, possiamo registrare quando e quanto vogliamo».
Nel disco c’è anche un pezzo della famiglia. Infatti, la moglie Andrea Mirò canta in due brani mentre il figlio maggiore di Ruggeri, in arte Pico Rama, scrive la musica del brano di apertura. «Sono liriche vicine al suo essere spirituale, quasi sciamanico. È un fricchettone, degli anni ‘70 e – ride Ruggeri – se mi chiedessero cosa fa non saprei rispondere. È stato strano ed eccitante scrivere una canzone su una sua base». Altro ospite illustre è Ermal Meta che duetta in “Un pallone”, brano ispirato alla vera storia di Iqbal Masih un bambino pakistano divenuto simbolo del lavoro minorile, che, liberatosi scappando, ha raccontato la sua storia all’Onu e poi è stato ucciso al rientro nel suo paese.
Interessante è la visione del futuro della musica di Ruggeri. «In avvenire la musica innovativa verrà fatta dai ricchi, da chi non ha esigenze di rivalsa sociale – dice – A chi deve salvarsi non puoi chiedere ispirazione e novità, vorrà e dovrà fare solo cose di moda. Ritorneremo al Rinascimento dove gli artisti a corte potevano fare ciò che volevano dopo avere esaltato il mecenate». —
Luca Trambusti
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