Il Tirreno

LO SPETTACOLO 

“Ferita nascosta”, arriva al Nuovo il dramma di Aldo Moro

“Ferita nascosta”, arriva al Nuovo il dramma di Aldo Moro

Appuntamento domenica pomeriggio alle 18 con il testo scritto da Francesco Gerardi

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PISA. Dopo il debutto all’Università degli Studi di Pisa e la replica all’interno della Rassegna Estate Fiorentina nel 2018, lo spettacolo torna in Toscana con una tappa anche a Pisa: domenica 17 marzo, alle 18, al Teatro Nuovo in piazza della Stazione. Parliamo de “La Ferita Nascosta. Come ho conosciuto Aldo Moro, i suoi assassini e quella foto l”, uno spettacolo inedito nato da un lavoro di ricerca di due anni. Il testo è di Francesco Gerardi, regia di Gigi Dall’Aglio, in scena lo stesson Francesco Gerardi con Matteo Campagnol che esegue musica dal vivo. Il protagonista dello spettacolo è un giovane attore che ritrovandosi per caso sul set di un film su Aldo Moro, rivive inaspettatamente il timore che da bambino provava alla vista della famosa foto con la stella a cinque punte. Un disagio assopito che ora torna prepotentemente a galla, spingendolo a raccogliere informazioni sulla storia di quella foto: conoscere per provare a curare quella ferita. In breve tempo, attraverso l’incontro con vari personaggi, si ritrova nel vortice di una vicenda su cui è difficile fare chiarezza. Si renderà conto che la sua ferita nascosta è la ferita di un intero Paese, e a quarant’anni di distanza continua a essere aperta.

Il testo prende le distanze da qualsiasi tesi complottistica nata attorno al caso Moro, raccontando esclusivamente fatti accertati e comprovati dalla Magistratura e dalle due Commissioni d’inchiesta. “Il lavoro è dedicato a quelli della mia generazione afferma Francesco Gerardi, autore e attore dello spettacolo - nati a metà degli anni ’70, troppo piccoli per capire cosa stava succedendo e comunque troppo grandi per ignorare il clima di angoscia che si respirava. I 55 giorni del sequestro Moro hanno lasciato in molti di noi una ferita nascosta, che dopo tanti anni è necessario curare col racconto e la conoscenza”. La regia è stata affidata a Gigi Dall’Aglio, storico fondatore del Teatro Stabile di Parma, oltre 250 spettacoli tra prosa e lirica e regie televisive. “Ciò che mi convince di più di questo testo - rivela Dall’Aglio -è questa sorta di deriva autobiografica con cui Francesco tocca vari momenti della sua esistenza. La cosa con cui tutti, sia pure inconsapevolmente, vogliono confrontarsi, in teatro, dipende infatti da quello che quei fatti hanno depositato nella memoria e quindi nella coscienza di ciascuno. Abbiamo lavorato dunque per spostare tutte le informazioni vecchie e nuove dall'asse del monologo didattico alla complessità di una testimonianza che si avvale del mestiere del teatro per scomporre la storia in aneddoti”. —

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