Il Tirreno

Canova, Gauguin e il giovane Picasso, quando il cinema abbraccia l’arte

Francesca Lenzi
Canova, Gauguin e il giovane Picasso, quando il cinema abbraccia l’arte

In uscita una pellicola sul grande scultore e una sulla storia del pittore a Tahiti. Fenomeno da 500mila spettatori l’anno

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«Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile», diceva Ennio Flaiano, scrittore, critico e sceneggiatore dei più celebri film di Federico Fellini. Una differenza tecnica legata al rapporto fra prodotto e pubblico che non ha impedito la contaminazione e la reciprocità dei linguaggi. Negli ultimi tempi sono usciti, e si stanno moltiplicando, film su artisti del passato. Lunedì sarà in sala “Canova”, diretto da Francesco Invernizzi e distribuito da Magnitudo con Chili. Sospeso fra le due soluzioni, mette in scena un racconto sul maggiore esponente del Neoclassicismo. Lo scultore è stato spesso contrapposto all’energico Bernini, per le sue linee morbide e armoniche, di antica memoria. Proprio l’impostazione classica è stata una delle critiche più feroci indirizzate a Canova capace, in realtà, di imitare il passato reinterpretandolo in chiave personale. Nel documentario di Invernizzi si lascia spazio alle opere dell’artista, attraverso prolungate inquadrature sui dettagli, limitando l’azione extradiegetica a pochi, ben calibrati, interventi dello storico Mario Guderzio.

La settimana successiva l’arte tornerà ancora una volta in sala con l’uscita di “Gauguin a Tahiti – Il Paradiso Perduto”, di Claudio Poli, in questo caso distribuito da Nexo Digital per il ciclo “La grande arte al cinema” che, solo nel 2018, ha portato di fronte al grande schermo più di 500mila spettatori. Anche la programmazione di quest’anno è ricca di appuntamenti per gli amanti dell’arte visiva: già usciti tra gennaio e febbraio, “Degas – Passione e perfezione” e “Tintoretto – Un ribelle a Venezia”, mentre in aprile (15, 16 e 17) sarà la volta di un viaggio in Spagna con “Il museo del Prado – La corte delle meraviglie”, realizzato da 3D Produzioni e Nexo Digital per i 200 anni del museo. Sempre in ambito iberico, il film in uscita il 6 maggio, “Il giovane Picasso”, dove si prende in esame la nascita professionale del geniale artista, mentre dal 27 al 29 maggio è previsto “Dentro Caravaggio”, diretto da Francesco Fei e prodotto da Piero Maranghi e Massimo Vitta Zelman. Meno documentaristici e con un taglio maggiormente narrativo, titoli usciti anche nel passato recente, come “Gauguin – Voyage de Tahiti”, del francese Edouad Deluc con Vincent Cassel, oppure “Van Gogh, sulla soglia dell’eternità”, che è valso a Willem Dafoe la nomination come miglior attore all’ultima edizione degli Oscar. Restando su Van Gogh, era stato candidato un anno fa, il gioiello dell’animazione, “Loving Vincent”, realizzato a mano grazie al lavoro di oltre 100 artisti con la tecnica del Painting Animation Work Station. Precedenti, “Turner”(2014) di Mike Leigh con Timothy Spall nei panni del grande paesaggista e “Arca Russa” (2002) sperimentale unico piano sequenza realizzato da Sokurov all’interno dell’Hermitage. Non un film propriamente sull’arte, ma sull’amore e l’ossessione per la stessa, “La migliore offerta” (2012) di Giuseppe Tornatore. Parlando, tuttavia, di cinema e arte figurativa è tassativo il riferimento a Carlo Ludovico Ragghianti, uno dei massimi storici del settore, e ai suoi Critofilm, originale interpretazione del mezzo cinematografico per fare critica d’arte. Film nei quali lo sguardo della macchina da presa diventa allo stesso tempo artista e spettatore. —

 

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