Gioco
Anche la Toscana ha la sua Stonehenge: Asciano, meraviglia di colori e di luce
Una sedia, un banco e una finestra: è il "Site Transitoire", la scultura dell’artista francese Jean-Paul Philippe
Su un colle tra Leonina e Mucigliani, nel comune di Asciano che segna il cuore delle Crete senesi, si ha la sensazione di trovarsi in una Stonehenge contemporanea toscana. In questo luogo all’incrocio tra tre strade di campagna, su una superficie di 23 mq, si trova, infatti, il Site Transitoire, la scultura in pietra realizzata in tre anni di lavoro, dal 1990 al 1993, dallo scultore francese Jean-Paul Philippe, un artista di fama internazionale le cui opere monumentali sono esposte in tutto il mondo, che proprio ad Asciano ha l’atelier in cui lavora quando è in Italia. L’installazione, orientata in direzione di Siena, spicca nella solitudine del paesaggio circostante, e pare dialogare con il contesto naturalistico delle crete anche per il materiale con cui è stata realizzata: la basaltina etrusca, una pietra vulcanica che viene estratta nell’Alto Lazio.
Le sue tonalità di grigio si sposano meravigliosamente con i colori della terra circostante, elemento che colpì profondamente Philippe quando si recò per il primo sopralluogo nella zona. L’opera, che assume nuances di colore differenti a seconda delle condizioni di luce e dei periodi dell’anno in cui la si vede, è composta da tre elementi tra cui ci si può e si deve muovere: una sedia, un banco e una finestra orientata in modo da poter ricevere l’ultimo raggio di sole del tramonto del solstizio d’estate. In quel giorno “magico” dell’anno il sole cala con precisione nell’appiombo della grande finestra in pietra. La sedia, il banco e finestra, nel progetto creativo di Philippe rappresentano l’arredo di una casa dalla soglia invisibile che ha per tetto la volta celeste.
Una casa immaginaria costruita su un asse che corre tra il cipresso che si trova in cima alla collina alle spalle della sedia e la città di Siena, che è inquadrata nella finestra. Ma i tre elementi dell’opera, che in estate talvolta è utilizzata come scenografia di spettacoli teatrali, rappresentano anche le tre posizioni dell’esperienza umana: fetale, mortale e vitale, nonché quelle della giornata di ogni persona, seduta, sdraiata, in piedi. La sedia vuota è un invito al passante a sedersi per ritrovare i tempi della natura e a godere della bellezza del paesaggio circostante. La finestra è composta da 4 elementi, ognuno riporta incisa una cifra. Le cifre e le lettere sono elementi che ricorrono nelle opere di Jean-Paul Philippe. Nella parte alta, c’è un quarto di luna. Ai lati della finestra sono incisi due labirinti: uno ricorda il gioco infantile gioco della campana, l’altro, quello antichissimo che appare anche nel trono di Carlo Magno. Entrambi simboleggiano il viaggio umano e le sue sfide, e sono stati immaginati in dialogo con quello sul terreno, nella parte centrale dell’installazione in pietra.
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