Il Tirreno

Una dinastia di grandi pittori nel segno di Pieter il Vecchio

Una dinastia di grandi pittori nel segno di Pieter il Vecchio

Il capostipite dei Bruegel è uno dei maestri dell’arte fiamminga,  la sua opera fu proseguita e imitata dai due figli e anche da un nipote 

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Viene considerato uno dei capolavori dell’arte fiamminga fra ‘500 e ‘600 la “Crocifissione” di Pieter Bruegel il Giovane, al centro del furto con beffa avvenuto ieri a Castelnuovo Magra. Realizzata su cinque tavole di rovere, l’opera colpisce per la presenza di quattro croci sul monte Calvario. Il dipinto è una delle copie di una famosa crocifissione di Pieter Bruegel il Vecchio – padre di Pieter il Giovane noto anche come Bruegel degli Inferi – andata dispersa. La scena si svolge in un’ambientazione nordica, calata in un momento di vita quotidiana del ‘600 che le fa da cornice. L’anomala presenza di una quarta croce simboleggia forse lo stato di sottomissione del popolo fiammingo alla dominazione spagnola.

Quella dei Bruegel è una grande dinastia di pittori. Pieter il Vecchio (1525-1569) è certamente il più famoso e geniale. Fra le sue opere più note, “Il trionfo della morte” conservato al Prado di Madrid, il “Banchetto nuziale” e la “Torre di Babele” che sono a Vienna. Suo figlio, Pieter il Giovane (1564-1636) si dedicò in particolare a realizzare copie di quadri del padre, di cui fu uno dei più fedeli imitatori, oltre che di una sua produzione originale di genere. Anche suo fratello, Jan il Vecchio (1568-1625) detto Bruegel dei Velluti, fu autore di nature morte e paesaggi senza allontanarsi dallo stile del padre. E pittore apprezzato fu anche suo figlio Jan il Giovane (1601-1678). —



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di Redazione web