Il Tirreno

PRESENTATA LA RASSEGNA NUMERO 82  

Il Maggio dedicato a Leonardo con il record dei 500 ottoni

GABRIELE RIZZA

Il 2 maggio esibizione-record Poi un cartellone di gran livello da Conlon a Mehta fino a Muti L’opera inaugurale sarà “Lear” con l’Opera National de Paris

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GABRIELE RIZZA

Il Maggio Musicale compie 82 anni e lancia una nuova idea di festival. Che da singolo diventa plurimo, nel senso di un itinerario condiviso con altre istituzioni: in tutto una cinquantina. Ma soprattutto per il Maggio si aprono nuove prospettive di segno più. Una via certificata dai dati: se nel 2014 i punti del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) che determinano il contributo ministeriale superavano di poco quota mille, oggi si sono triplicati: più aperture di sipario, più spettacoli, più botteghino. Il taglio del nastro è fissato per il 2 maggio, giornata simbolo in cui ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo, con una “festa” che coinvolge Claudio Magris, il Coro delle voci bianche del Maggio e la spettacolare performance per 500 ottoni e percussioni intitolato “Visione musicale” di Giorgio Battistelli.

Nel segno vinciano il festival si dota di un titolo altamente significativo, “Potere e Virtù”, graficamente rappresentato dal manifesto disegnato da Luca Pignatelli, nel cui ambito si muove l’opera inaugurale, “Lear”, un lavoro degli anni Settanta firmato da Aribert Reimann, allestimento dell’Opéra National de Paris, Fabio Luisi sul podio, regia dello spagnolo Calixto Bieito. Sempre Luisi dirige la seconda opera in programma, “La straniera” di Vincenzo Bellini, regia Mateo Zoni, mentre debutta in prima assoluta“Le leggi fondamentali della stupidità umana”, commissionata dal Maggio a Vittorio Montalti, che conta sulla regia di Giancarlo Cauteruccio e sulla partecipazione del ContempoArtEnsamble guidato da Fabio Maestri. Chiudono la sezione lirica il nuovo allestimento delle “Nozze di figaro”, affidato a Sonia Bergamasco (regia) e alla bacchetta di Kristiina Poska, che inaugurano la trilogia mozartiana vista attraverso l’occhio delle donne, e “Intermedi della Pellegrina”, pagine rinascimentali composte da Girolamo Bargagli, che andranno in scena nella Grotta del Buontalenti del Giardino di Boboli, regia di Valentino Villa, dirige lo specialista Federico Maria Sardelli. E se il Maggio con la sua orchestra attraversa la regione, dal Verdi di Pisa al Goldoni di Livorno al Giglio di Lucca, una non secondaria “conquista” è la cavea del nuovo teatro che ritrova la sua agibilità. Con un sontuoso omaggio a Luigi Dallapiccola, la presenza della Martha Graham Dance Company, i recital pianistici di Grigory Sokolov e Daniel Barenboim, gli appuntamenti con la musica elettronica, spicca un calendario sinfonico di ampio e autorevole respiro, contrappuntato dalle bacchette di James Conlon (alla guida dell'Orchestra sinfonica della Rai), di Wolfram Christ, di Myung-Whun Chung, di Zubin Mehta, di Salvatore Sciarrino con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, di Riccardo Muti con l’Orchestra Giovanile Cherubini, di Michael Boder, di Daniele Gatti e naturalmente di Fabio Luisi. —

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