Il Tirreno

teatro a prato 

Colonialismo e caso Moro con Frosini e Timpano

Gabriele Rizza

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PRATO. Rispettivamente con un passato legato al teatro danza e un percorso di attore autore, Elvira Frosini e Daniele Timpano si incontrano nel 2008 prima di fondare nel 2012 la loro compagnia. Fino a domenica, Frosini e Timpano sono a Prato, al teatro Magnolfi, dove presentano due creazioni: il pluripremiato “Aldo Morto” (stasera) analisi senza ipocrisie dell’impatto che il sequestro e l’assassinio del leader democristiano per mano delle Brigate rosse ha avuto nell’immaginario collettivo di una generazione, su quegli ex giovani di allora che oggi ritroviamo nelle redazioni dei giornali e in Parlamento; e il recente, al suo debutto in Toscana, “Acqua di colonia” (domani e domenica) che affronta il rimosso del colonialismo italiano.

«L’epoca coloniale italiana – afferma Timpano – costituisce un rimosso della nostra coscienza nazionale, ma la nostra identità odierna è fatta anche del nostro passato storico e di come ci è stato tramandato, di come si è stratificato nel nostro pensiero. Siamo alle prese con il nostro smarrimento, le nostre paure e i nostri sensi di colpa di fronte alle migrazioni. Non c’è una relazione deterministica di causa-effetto tra colonialismo storico, flussi migratori e terrorismo, ma c’è senz’altro una relazione complessa sia con la nostra breve storia coloniale che con quella dei grandi imperi europei. Senza generalizzare, nel caso dell’Italia, la relazione passata fra gli italiani e i migranti provenienti dalle nostre ex colonie è ignorata dagli italiani: è un vuoto storico». —

Gabriele Rizza

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