Gioco
Vita nello spazio Paolo Nespoli in cattedra alla Sant’Anna
L’astronauta dell’Esa tra i docenti del primo corso realizzato in Italia di “Space Biology”
PISA. Ci sarà anche l’astronauta Paolo Nespoli, la cui lezioni è fissata martedì 26, tra i docenti del primo corso in Italia di “Space Biology”, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, alla Scuola Sant’Anna di Pisa. Le agenzie spaziali del mondo puntano a missioni spaziali esplorative di durata sempre maggiore. Dagli Stati Uniti alla Cina, passando per l’Europa, lo sforzo della scienza e della tecnologia è rendere possibile vivere e lavorare nello spazio o nei corpi celesti che non siano la terra. Perché questo obiettivo sia raggiungibile è necessario contare sul contributo dei prossimi scienziati, attivi soprattutto nel campo della biomedicina, in grado di capire quale sia stato e sia ancora il ruolo della gravità nel plasmare le strutture dei viventi come le conosciamo oggi, per proteggere gli equipaggi spaziali dagli effetti deleteri della sua mancanza e per capire come la “biomedicina speciale” possa aiutarci a vivere meglio anche sulla terra. Con queste premesse la Scuola Sant’Anna ospita il primo corso in Italia di “Space Biology”, come introduzione alla ricerca biomedica di base, sotto l’egida e in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), all’indomani di un accordo appena sottoscritto.
Il corso di “Biologia spaziale” si articola in cinque lezioni, ed è aperto alla partecipazione di tutti gli studenti interessati ad approfondire questi argomenti. La prima lezione, mercoledì 20, è stata affidata alla ricercatrice in biologia all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Sant’Anna, Debora Angelino che è anche la responsabile scientifica del corso. Tra i docenti anche l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, Paolo Nespoli, la cui lezione si terrà proprio il 26. «È importante sottolineare - spiega Debora Angeloni, nell’annunciare il corso in Space Biology - che affrontare questa enorme sfida ha già fruttato importanti innovazioni tecnologiche e biomediche che ci accompagnano nel quotidiano terrestre, migliorando la nostra vita e la nostra sicurezza. La sfida forse più importante sarà accettare che questo balzo in avanti tecnologico e scientifico non potrà non essere che un’impresa collettiva e transnazionale». A questo corso ne seguirà un altro articolato in dieci lezioni di tipo seminariale: gli argomenti, dagli effetti del volo spaziale sul microbioma intestinale, dalla protezione della vista e delle ossa, fino all’ibernazione come possibile contromisura alla durata della missione, saranno trattati da specialisti internazionali. –
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