Il Tirreno

firenze 

Nella villa medicea di Castello restaurate le grotte cinquecentesche

G.R.

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FIRENZE. La grande grotta artificiale del Giardino della Villa medicea di Castello (oggi sede dell'Accademia della Crusca), che fa parte del sito Unesco “Ville e giardini medicei in Toscana” dal 2013, riapre al pubblico dopo un lungo ciclo di restauri. Si tratta di una delle realizzazioni più celebri e originali dell’arte fiorentina del Cinquecento oltre a essere un punto di riferimento nella storia del giardino italiano. Ora sarà possibile ammirare in tutto il loro originario splendore le tre grandi nicchie con le vasche marmoree dominate da gruppi scultorei di animali, incorniciate da ricche decorazioni parietali composte da calcareniti, ciotoli di fiume, conchiglie, elementi lapidei e vitrei. Gli interventi hanno portato alla luce parte dell’originale impianto idraulico e si sono poi concentrate sulle superfici decorate, sulla parte esterna della volta della grotta e sulle superfici della facciata. È stato realizzato un nuovo impianto idraulico che restituirà alla grotta ilsuggestivo sistema di giochi d’acqua e sonorità che ha incantato i visitatori fin dal 16° secolo, una spettacolare “macchina idraulica” che come scriveva Giorgio Vasari “la pioggia dell’acqua all’interno delle grotte fa dolcezza nell’udire e bellezza nel vedere”. La Grotta, per questo detta anche del Diluvio, fra le più celebri in Europa, fu progettata da Niccolò Pericoli (più noto come il Tribolo) intorno al 1540. — G.R.

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