Il Tirreno

L’INIZIATIVA 

Spettacolo in vernacolo per i bambini del “Meyer”

Elena Iacoponi
Spettacolo in vernacolo per i bambini del “Meyer”

Appuntamento domani sera nell’auditorium Meliani a Ponsacco con Camper Club Valdera

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ponsacco. Il Camper Club Valdera ha organizzato lo spettacolo comico di beneficenza in vernacolo pisano “Si chiude una porta... si apre un bùo”, che si terrà domani sera alle 21.15 all’auditorium “Meliani” in via Don Minzoni in collaborazione con la compagnia teatrale “I Du’ Bicci”, con il patrocinio del comune di Ponsacco.

La serata benefica è stata proposta anche lo scorso anno, nella solita formula, e furono raccolti circa 900 euro devoluti all’ospedale pediatrico “Meyer” di Firenze per la ricerca scientifica sulle malattie rare dei bambini.

La commedia si sviluppa in due atti, e parte dal detto “Non tutti i mali vengono per nuocere!”. Può capitare, che un giorno, per errore, marito e moglie restino chiusi in cantina, e rovistando tra le cianfrusaglie, trovino vecchie lettere, che parlano di un ricco malloppo, nascosto proprio lì dentro. E capitare, che si inizi a spendere tutto, e che si scopra, che quel malloppo... lasciamo al pubblico la scoperta del finale.

Anche quest’anno l’ingresso allo spettacolo sarà ad offerta a favore della Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Gli attori sul palco: Giovanna Morgantini, Brunella Da Valle, Massimo Fabbri, Nadia Badame, Roberto Macelloni, Daniela Messerini; regia: Marilena Bova.

«Lo spettacolo di beneficenza è un grande impegno da parte dei volontari, ma la fatica è per una buona causa, e ne vale la pena, per la tutela della salute dei bambini. “Si chiude una porta... si apre un bùo” è uno spettacolo comico e divertente, adatto a tutta la famiglia, e per stare insieme - ha commentato Camper Club Valdera - per contribuire alla diagnosi e cura di malattie molto gravi nei bambini. Purtroppo numerosi sono i casi di malati, che scoprono di avere rare patologie da curare, anche in tarda età, non solo nell’infanzia, e non sempre è facile trovare le cure, anzi spesso non esistono ancora, perché legate ai progressi delle ricerca scientifica, sempre molto lenti, rispetto all’evolversi delle malattie. Non solo, non tutti riescono a scoprire di essere affetti da malattie rare, perché l’accesso alle cure e ai controlli medici è difficoltoso, anche per il costo ingente. Siamo vicini alle famiglie del territorio, che hanno familiari affetti da rare patologie». —

Elena Iacoponi

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