Gucci ci dà una maschera per difendersi dalle regole
milano. Nel teatro della vita ognuno di noi indossa una maschera con cui presentarsi al mondo: Alessandro Michele parte da questa riflessione di Hannah Arendt per raccontare che “gli abiti sono la nostra maschera, che mostra e nasconde insieme” . E le sue maschere – che hannosfilato in uno spazio ellittico, tra superfici specchiate, pareti punteggiate da 120.000 led, lampi di luce e versi ferini – sono piene di aculei. «Mi sono capitati sott’occhio a un’asta dei collari francesi di fine ’600 dedicati ai cani fedeli nel proteggere i padroni e – racconta Michele – li ho messi insieme alla maschera, per mostrare che anche un animo gentile può essere costretto a dire: “Attenzione, ci sono, e voglio difendermi” . Anche io l’ho dovuto fare ed ero un ragazzino gentile» . A collari e aculei, elmi da aquila e copri orecchie dorati ispirati all’opera Fashion Fiction #1 dell’artista Eduardo Costa, si abbina l’idea che «siamo tutti animali selvaggi, costretti da regole».Ed ecco la rivendicazione della libertà – per lui per lei, insieme in passerella, con 44 look uomo e 43 donna – di appropriarsi di codici lontani e rimaneggiarli per dare loro nuova vita. —
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