Sicurezza
Qualche riga tratta dai classici ed ecco il gioco dei grandi scrittori
Tutto è cominciato a scuola in un’ora di sostituzione in una classe L’insegnante Maria Rosaria Chirulli: «Ho inventato Writers giocando a Taboo»
Giocare a carte per imparare la letteratura.
È questa la sfida di Maria Rosaria Chirulli, professoressa pugliese che, per insegnare ai suoi studenti, ha creato Writers: «Tutto – spiega lei - nasce a scuola, una mattina di dicembre del 2015. Mi avevano mandato in una classe in sostituzione di una collega assente. I ragazzi mi chiesero il permesso di giocare a Taboo: non solo acconsentii, ma mi unii a loro divertendomi tantissimo. Tornata a casa pensai che sarebbe stato bello riuscire a ottenere lo stesso interesse e la stessa partecipazione con un gioco a tema letterario».
Chirulli, che insegna a Martina Franca in una scuola secondaria ad indirizzo professionale, fino a quel momento aveva trovato complesso riuscire a suscitare interesse rispetto ai classici della letteratura.
E così, con i disegni di Mario Petrachi, ha inventato questo stratagemma.
Una vera e propria guida alla vita e alle opere di 21 autori internazionali.
«Un gioco combinatorio con diverse possibilità. Perché, in fondo, giocando s’impara! Ci s’incuriosisce. E in questo gioco si legge. Certo, si tratta di frammenti brevissimi tratti dai classici, ma possono essere la scintilla giusta per incuriosire e portare a letture più estese e approfondite. Writers è un gioco che vuol accendere il desiderio di saperne di più. Ma, aspetto ancor più importante, è un gioco di gruppo che rafforza l’aspetto socializzante dell’apprendimento: s’impara meglio insieme agli altri e se la forma è ludica tutto sarà più efficace».
Appena uscito, Writers (30 euro, Avanguardia 21) sta conoscendo un crescente interesse di pubblico fra studenti, ma anche adulti e lettori curiosi.
«Gioco e letteratura – prosegue Chirulli - hanno tanto in comune: sono entrambi finzione, sospensione del tempo. Lo scopo della letteratura è la letteratura stessa, come lo scopo del gioco è giocare».
Per creare Writers, Chirulli si è trasformata in detective: «La selezione è stata basata su un doppio criterio. Ho coinvolto autori che per me, come lettrice e insegnante, sono imprescindibili. Ho consultato decine di biografie di scrittori, ho fatto ricerche in rete a caccia di curiosità, consultato manuali scolastici. Naturalmente ho letto saggistica e studi recenti dedicati alla didattica della letteratura e al gioco come strategia di apprendimento. Il mio impegno attuale oggi è quello di sempre: veicolare, attraverso esperienze innovative un’idea di scuola come luogo in cui promuovere il desiderio di conoscere». —
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