Sicurezza
In passerella a Milano l’arcobaleno di Benetton
MILANO. «Giovanni Paolo II mi disse che avevo usato il colore come cemento della fede, oggi con Benetton il colore diventa cemento della democrazia», dice Jean Charles de Castelbajac, il settantenne stilista francese chiamato sei mesi fa alla direzione creativa di United Colors of Benetton. Ieri il debutto in passerella a Milano, alla vigilia della fashion week e nel giorno della morte di Karl Lagerfeld, che Castelbajac conosceva bene e ha voluto ricordare all'inizio della sfilata. E poi via con la 'rainbow machine' che è l'ispirazione della collezione per lui e per lei e dell'allestimento della sala, con i telai e le macchine da cucire azionati dagli artigiani del marchio della famiglia Benetton. E' stato con Luciano Benetton - racconta Castelbajac - che «intorno a un tavolo abbiamo rifatto il mondo». Il riferimento è a un pranzo a casa dell'imprenditore veneto, organizzato da Oliviero Toscani, in cui i due hanno scoperto di avere «lo stesso Dna, l'idea del colore come forza ed eleganza». Ed ecco, dopo l'estate, la proposta di diventare direttore artistico di tutte le linee, «una delle più belle avventure della mia vita perché - dice lo stilista che in Italia aveva già collaborato con Iceberg e Sportmax - sono di fronte a una straordinaria 'Rainbow machine'». —
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