La protesta
Vietato esagerare con l’esultanza: le nuove regole dell’Unione Ciclistica
«Al traguardo mani salde sul manubrio». Si rischia di retrocedere all’ultimo posto
Novità importanti in vista nel mondo del ciclismo. Dall’inizio della stagione 2025 i corridori dovranno tenere a bada la loro esultanza in caso di vittoria e soprattutto tenere le mani ben salde sul manubrio. Si tratta dell’introduzione di una nuova regola a partire dall’Australia, con il via della nuova stagione professionistica coincidente con il Tour Down Under.
Di cosa parliamo
Si tratterebbe di una nuova sezione dell’articolo 2.12.007 del regolamento dell’Unione Ciclistica Internazionale (Uci). Verrà sanzionato «l’atleta che rallenta durante uno sprint festeggiando nel gruppo o togliendo le mani dal manubrio». Però, c’è anche una precisazione dell’Uci, che ha rifiutato di metterlo nero su bianco: «Al momento il divieto non riguarderà il vincitore, ma solo i compagni che lo celebreranno». Però, non escludono che la sanzione possa in futuro riguardare il primo classificato, quando il suo arrivo non sia solitario. In sostanza, sarebbe una sorta di fine d’epoca per un gesto che è da sempre un po’ l’essenza del ciclismo. Naturalmente, come si può comprendere in situazioni come queste, le pene saranno pesanti per i trasgressori: retrocessione all’ultimo posto, cartellino giallo (due gialli valgono una settimana di squalifica) e perdita del 25% dei punti nel ranking. In questo modo l’Uci vorrebbe ridurre i rischi di incidenti (anche se non se ne ricordano di clamorosi a causa delle mani alzate per festeggiare la vittoria al traguardo).
Fa discutere
Secondo Vincenzo Nibali, però, la nuova norma «non riguarda la sicurezza, perché di cadute dovute a questo non ne sono mai successe, ma serve a non intralciare la volata degli altri. Non c'è niente di scandaloso nella nuova regola: se chi sta tirando con successo la volata si sposta, si alza con il busto, gesticola, quelli dietro devono fare uno scarto per poter passare. Questo è scorretto, e il senso del regolamento è evitarlo, si tratta di rispetto per gli altri».
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