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Calcio: il retroscena

Il Diavolo? Veste Allegri ma Sarri resta in gioco: Fonseca in bilico, spuntano i due mister toscani per il Milan

di Francesca Bandinelli
Sarri e Allegri
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Sarri e Allegri

Panchine bollenti in serie A: sulla sorte del portoghese aleggiano le figure dei due tecnici

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Insieme, tra gli altri titoli, hanno conquistato sette scudetti in Serie A e cinque Panchine d’Oro, il riconoscimento forse più prestigioso, visto che conferito dai colleghi direttamente nella casa del calcio italiano di Coverciano. Eppure, in questo avvio di stagione sia Massimiliano Allegri che Maurizio Sarri sono alla finestra, in attesa dell’occasione giusta per mettersi nuovamente alla prova. I rumors, a dire il vero, non sono mai mancati fin dall’estate: la sensazione è che per qualcuno sia già cominciato il count down. E Max il livornese, che si sta consolando con le vittorie dei suoi cavalli (vedi l’ultimo Ribot alle Capanelle di Mr Darcing) nelle ultime ore, sembrerebbe aver fatto qualche passo in avanti.

Rewind Milan

Il Milan, ancora in cerca di se stesso e con un Paulo Fonseca tornato maledettamente sulla graticola dopo il ko interno col Napoli (ma già in discussione per la sconfitta contro la Fiorentina e il “battibecco” tra Tomori e Pulisic, col primo lesto a prendere il pallone e ad affidarlo a Abraham in occasione del secondo rigore parato da De Gea), sta nuovamente pensando a Max. Lo starebbe facendo direttamente con Zlatan Ibrahimovic, consapevole che il mini ciclo di gare che porterà all’ultima sosta delle Nazionali, a novembre, potrebbe diventare una “sliding-doors” affatto trascurabile. Paulo sembra non avere in pugno la squadra: il bastone con Leao non ha funzionato, e il rendimento di alcune pedine chiave è balbettante. Max aspetta, serafico. Una ventina di giorni fa ha fatto un blitz nella sua Livorno, tra Antignano dove vive, e i suoi posti del cuore, in Coteto, a cominciare dal ritrovo degli amici, il bar Ughi.

I complimenti di Sir Alex

Allegri sa bene che sulle sue tracce ci sono in diversi e aspetta l’occasione migliore, che potrebbe parlare anche inglese. La panchina in questione fino a poco fa era quella del Manchester United. I “Red Devils”, dopo l’ennesima campagna acquisti faraonica, sono attardati sia in Premier che in Europa League. A sostenere la candidatura di Max era stato addirittura Sir Alex Ferguson. L’amore però non è sbocciato e alla fine dopo il siluramento di Ten Hag lo United è piombato sul portoghese Amorin, a dispetto dei consigli di Fergie.

L’attesa

Max sta godendosi l’aria del mare della sua città. Come aveva promesso, nei giorni scorsi ha incontrato Massimo, uno studente dell’Università di Roma La Sapienza arrivato dalla capitale per farsi autografare la sua tesi di laurea incentrata sulla resilienza. Per spiegare questo complicato concetto, il neo dottore ha voluto citare proprio il tecnico del corto muso, dopo aver ravvisato in lui tutte le caratteristiche di chi sa assorbire gli urti senza rompersi ma anche di chi affronta e supera momenti difficili con estrema naturalezza. Allegri sa che le prossime settimane saranno decisive per il suo futuro: la soluzione italiana sarebbe certamente la più gradita, ma non si placano i sussurri che lo vedono ancora nell’orbita del calcio inglese. Si, perché anche il West Ham, dove in passato, tra gli altri ha giocato l’italiano Gianfranco Zola, ci starebbe riflettendo.

Incroci del destino

Sull’unica strada verso il ritorno in panchina, qualche bivio potrebbe anche coincidere. Anche Sarri è tra i candidati alla panchina rossonera, ma non sarebbe questa l’unica pista da seguire. Si, perché sotto osservazione (nonostante la calma ribadita da Fenucci, ad del club emiliano) ci sarebbe finito pure Vincenzo Italiano col suo Bologna. Se la gara di Champions, al di là della sconfitta per 2-0 col Liverpool, aveva comunque mostrato gioco e carattere, in campionato sta faticando troppo. Il club ci aveva già pensato dopo l’addio di Motta, anche alla luce della sua esperienza europea - ha vinto una Europa League col Chelsea - e la pista potrebbe riaprirsi da un momento all’altro. Resta solo da aspettare. I due allenatori d’oro toscani si osservano intorno, consapevoli di poter fare la differenza. Novembre sarà decisivo: il tempo di tornare a indossare la tuta potrebbe davvero essere dietro l’angolo.

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