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Fabbri, Iapichino e Tamberi vincono la Diamond League


	Leonardo Fabbri
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Leonardo Fabbri

Successo per i due toscani rispettivamente nel getto del peso e nel salto in lungo. Anche “Gimbo” ritrova il sorriso

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IMBRUXELLES. La seconda giornata di finali di Diamond League, a Bruxelles, inorgoglisce Firenze e la Toscana tutta grazie ai successi di Leonardo Fabbri e Larissa Iapichino, rispettivamente nel getto del peso e nel salto in lungo. Ritrova il sorriso pure Gianmarco Tamberi: dopo le notti di dolore a ridosso delle Olimpiadi, nell’alto, il diamante è suo.

A dare il via alla serata magica, in Belgio, è Leonardo Fabbri: non solo stabilisce il record italiano con il primo lancio - 22.98 metri, migliorando un primato di 3 centimetri che già gli apparteneva (quello strappato ad Andrei dopo 37 anni) - ma conquista anche il “Diamante” simbolo della Diamond League, lasciandosi alle spalle lo statunitense, medaglia d’oro a Parigi 2024, Ryan Crouser (22.98) e il giamaicano Rajindra Campbell (21.95). Per l’atleta fiorentino è un po’ una rivincita, dopo la delusione olimpica.

«C’era freddo - ha detto a caldo, subito al termine della gara - e ho puntato sul primo lancio per indirizzare la gara e mettere un po’ di pressione al mio avversario, Crouser. È tutto bellissimo, non vedo l’ora di avere questo diamante». Nel 2024, Leonardo Fabbri ha vinto la tappa di Diamond League di Londra con un lancio di 22.52, è stato secondo al Golden Gala di Roma (21.70) e allaWeltklasse di Zurigo (21.86), e terzo al Kamila Skolimowska Memorial (22.03).

A seguirlo a ruota è Gimbo Tamberi: con il salto di 2.34, l’atleta italiano specialista nel salto in alto conquista il “diamante” per la terza volta in carriera, dopo quelli festeggiati nel 2021 e nel 2022. Gimbo ha superato al primo tentativo 2.12, 2.17, 2.22 e 2.25. Ha poi saltato 2.28 al secondo tentativo, come l’ucraino Doroshchuk. Nessuna difficoltà per Gimbo sui 2.31, poi i 2.34 saltati alla terza occasione .

A chiudere la carrellata di successi ed emozioni è Larissa Iapichino, che col secondo balzo ha toccato i 6.80 metri: le è bastato per tenersi alle spalle le due statunitensi Monae Nichols (6.68) e Jasmine Moore (6.61). Per la saltatrice fiorentina, figlia d’arte, così come per Fabbri si tratta del primo “Diamante” delle rispettive carriere.

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