Gioco
I pranzi, la birra e l’ultima grande vittoria: Tavano-Coralli, la coppia del gol non conosce età
I bomber ex Empoli e Carrarese promossi in Prima categoria con la Gallianese: «Amici? Siamo come fratelli»
GALLIANO (FIRENZE). «La gioia per una promozione o per un gol non conosce categoria». Lo ripetono quasi in coro Claudio Coralli, 41 anni, e Francesco “Ciccio” Tavano, 45, freschi entrambi di promozione in Prima categoria con la maglia della Gallianese. Lo hanno fatto di nuovo, un altro giro, insieme: come ai tempi di Empoli, come ai tempi di Carrara: 9 e 10, nel reparto d’attacco. E hanno vinto, ancora, insieme. Amici fuori e dentro al campo, anche se Tavano precisa prontamente: «Per me Claudio è un fratello, se non fosse stato lui a chiamarmi non avrei mai accettato di tornare a giocare. L’ho fatto con il cuore, per stare insieme».
La vittoria
È la fine del 2023: bomber Coralli ha già sposato il progetto di mister Matteo Cipollone con la Gallianese in Seconda categoria. «La squadra era costruita per vincere, ma c’era bisogno di qualcosa in più, di esperienza: Ciccio (Tavano, ndr) era fermo, dopo l’esperienza da allenatore della Tuttocuoio, e l’ho chiamato». Dall’altra parte della cornetta l’ex 10 di Empoli, Livorno e Roma ci pensa: «Ho accettato, ma prima gli ho chiesto un po’ di tempo per entrare in forma: gli ho detto “dammi una settimana e vediamo”». La settimana passa e l’epilogo della storia è noto. La Gallianese all’ultima giornata di campionato è appaiata in testa alla Molinense: deve vincere contro il Bagno a Ripoli e contestualmente sperare che i rivali non facciano lo stesso, altrimenti quel campionato, condotto per gran parte della stagione in prima posizione, deve decidersi agli spareggi. «Abbiamo vinto 3-2 e loro hanno perso, un po’ a sorpresa. Abbiamo sciupato nove punti di vantaggio nella seconda parte del campionato, sarebbe stata una beffa... Il primo gol? L’ha fatto Ciccio su rigore, ha giocato per 90 minuti, io invece sono uscito prima». Terzo gol in campionato, da gennaio, per il 10; 17 sigilli alla fine per il “Cobra” Coralli nel girone I.
«Calcio genuino»
«Ma questa è stata tutta un’annata bellissima, perché abbiamo trovato dei compagni di squadra veramente eccezionali. Poi in certi campi si vive un’atmosfera davvero diversa rispetto a quella di altre categorie, direi speciale: vedi i compagni che escono alle 19 dal lavoro, si cambiano in pochi secondi e te li trovi lì, in campo, durante gli allenamenti, con entusiasmo. La società era molto organizzata: avevamo cinque persone nello staff tecnico, non è da tutti», riprende e sottolinea il classe 1981 ex Cittadella e Alessandria, tra le altre. E aggiunge: «I compagni chiedevano un po’ di cose a Ciccio, un po’ di curiosità, aneddoti. Vincere comunque non è semplice, mai, al di là delle categorie: e quando vinci è bello in ogni categoria». «All’inizio i ragazzi in effetti ci guardavamo un po’ strani… L’ho fatto con il cuore, senza pensare all’età. Non è mai semplice calarsi nella categoria, ma i gol, come l’ultimo decisivo su rigore, le vittorie, le promozioni hanno lo stesso sapore in ogni categoria, dalla Serie A alla Seconda categoria come in questo caso», ribadisce Tavano.
Il messaggio e la birra
Ma in questa storia nella storia c’è pure un messaggio di vent’anni fa che spunta: «Al mister – ricorda Coralli – ho detto vent’anni fa: quando sto per smettere vengo da te e ti faccio vincere un campionato eh. Ve lo giuro…», assicura il Cobra. Promessa mantenuta qui nel Mugello, a pochi chilometri da casa. E poi c’è la foto di loro due – Tavano e Coralli – a fine partita, dopo il successo in campionato e la promozione: una panchina di legno, un paio di birre, il sorriso e il sudore sulle maglie dopo la partita, seduti tra i compagni.
«Un fratello»
«Ciccio l’ha fatto per stare insieme a me, ora ho un debito con lui: nel mondo del calcio ci sono pochi amici veri, soprattutto nel “dopo”. Di lui invece ti può fidare. Il futuro? Ora vediamo, mi farebbe piacere chiudere in Prima categoria: è l’unica che mi manca, così come vorrei iniziare la carriera da allenatore», chiude Coralli. Carriera da allenatore che vorrebbe riprendere Tavano: «Dopo Empoli, Carrara e Ponsacco dove stavamo sempre insieme, non pensavo di ritrovarci in campo, ma per me lui è un fratello. Il momento più bello? Della stagione direi il rigore dell’ultima giornata, con Claudio ne avrei troppi da raccontare tra gli anni di Empoli e Carrara dove pranzavamo anche assieme. Mi fa piacere aver vinto anche per i nostri compagni, per la società. E poi le vittorie sono sempre belle: in tutti i campi, in tutte le categorie».
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