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Basket: Serie B

Libertas, la rivincita di Coppa è servita: Herons lotta poi si spenge

di Lorenzo Carducci

	Un momento del match tra Libertas e Herons (Foto di Franco Silvi)
Un momento del match tra Libertas e Herons (Foto di Franco Silvi)

Al PalaMacchia la squadra di coach Andreazza batte Montecatini dopo il ko nella finale per il titolo italiano e aggancia il secondo posto in classifica

30 marzo 2024
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LIVORNO. Dal LungoTevere all’Ardenza, dalla Coppa Italia al campionato, dal rinnovato PalaTiziano al vecchio PalaMacchia traboccante di tifosi, cambia il contesto ma lo spettacolo rimane, quando c’è il derby Libertas Livorno - Herons Montecatini. A cambiare è anche il risultato, nella serata di sabato 30 marzo, con la doppia L - trascinata da Bargnesi e Ricci aghi della bilancia – a schiacciare i rivali con un ultimo quarto da 16-5 riscattando la bruciante sconfitta subita in finale di Coppa lo scorso 17 marzo: immagini troppo vivide per non far sobbollire nel sangue amaranto l’acume della rivincita.

Il salto in classifica

Padroni di casa che oltretutto mettono le mani su una buona fetta di secondo posto in classifica nel girone A, a sole tre giornate dalla fine della stagione regolare. Gli uomini di Andreazza raggiungono gli avversari a 46 in classifica e pareggiano negli scontri diretti ribaltando la differenza canestri (all’andata vinse la Fabo 82-71), di cui potrebbero non avere bisogno, perché vincendo il recupero contro Sant’Antimo andrebbero a +2. Insomma, per la Akern non c’era modo migliore per dimenticare il doloroso ko di mercoledì a Piacenza. Il risultato è rotondo ma non deve ingannare, perché se è vero che agli Herons non riesce il sorpasso, è anche vero che a differenza dell’omonimo film di Dino Risi non c’è nessuna Lancia che rovina nella scarpata del Romito. I rossoblù reggono l’urto per 33’, prima di essere sopraffatti dalla rivalsa di Fantoni e compagni, lasciando due punti che non devono far disperare, arrivati sul parquet meno espugnato del girone. Nella bolgia di via Allende non manca niente, anche qualche attimo di tensione con una monetina tirata in testa al play ospite Benites: ma soprattutto agonismo, fisicità, giocate di fino e tatticismi. Entrambe le panchine ricorrono infatti più di una volta alla difesa a zona e ad un botta e risposta di mosse e contromosse, in una partita a scacchi come il pavimento dell’inconfondibile Terrazza Mascagni.

Lotta e poi la Fabo si spenge

Già nel primo tempo le due squadre si scambiano un quarto per uno, nella cornice di un equilibrio costante che tiene il punteggio sempre entro due tre possessi di distanza. A ruggire per prima è la Libertas, col 5-0 di Allinei a cui risponde Radunic (autore di 8 dei primi 10 punti dei suoi) e il 16-12 con la tripla di Ricci, ma in generale il solito ritmo felpato impresso alla partita costringendo spesso gli aironi a prendere conclusioni forzate. Poi salgono in cattedra gli Herons, in un secondo quarto di flusso e più congeniale alla propria pallacanestro, col parziale di 9-0 che vale il +7 (24-31) beneficiando anche della confidenza col tiro da fuori (6/12 nei primi 20’), prima del ritorno a contatto dei padroni di casa. Ma è con la stanchezza che emergono gli eroi, lo sanno bene Ricci e Dell’Uomo. Il primo, al comando di un reparto privo dei compagni infortunati Lucarelli e Terenzi, si carica gli amaranto sulle spalle a inizio ripresa con 7 punti consecutivi. Il secondo, confermando una certa ispirazione quando vede amaranto, infila tre canestri d’importanza capitale, compresa la tripla e il libero del 54 pari con cui mette una pezza alla mini fuga avversaria coi siluri di Bargnesi e Tozzi. Le maglie bianche crescono col passare dei minuti, iniziando l’ultimo valzer avanti di 4 lunghezze e serrando le fila in difesa, specialità della casa al pari del 5 e 5 col bicchiere di spuma. Il resto vien da sé, Bargnesi prende i suoi per mano ma segnano tutti (6/11 da tre nel secondo tempo), mentre la Fabo si spegne, sbattendo contro la retroguardia livornese come una medusa sugli scogli. Esultano i libertassini davanti agli Sbandati e al pubblico in festa. I termali cercano invece consolazione nel paio di centinaia di sostenitori rossoblù accorsi al PalaMacchia. Resta il fatto che chi ha potuto vedere due partite del genere nel giro di 13 giorni può sedersi a tavola per il pranzo di Pasqua cestisticamente già sazio. E non sono ancora arrivati i playoff.

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