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I fenomeni

Soli splendenti: Verstappen e Pogacar, quelli che fanno il vuoto e cannibalizzano lo sport

di Giorgio Billeri
Max Verstappen e Pogaçar
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Max Verstappen e Pogaçar

Dalla F1 al ciclismo, la stagione riparte con la dittatura di due campionissimi

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Uno è nato in Olanda, l’altro in Slovenia. Uno nel 1997, l’altro nel 1998. Li lega una sottile linea rossa: quella del Cannibalismo sportivo. Max Verstappen e Tadej Pogacar hanno una sola missione: vincere, tutto, sempre. Arrivando da soli, facendo il vuoto. La beata solitudine del padrone: non vincono mai in volata, ma schiantano i rivali prima, come due martelli. Due storie incredibili, uguali eppure diverse, vergate a lettere d’oro nel grande libro dello sport.

Formula Max

La Formula1, da tre stagioni, è come se non esistesse più. Quando si accende il semaforo verde sai già tutto: se non sarà tradito dalla Red Bull (e non accade da ere geologiche), Verstappen vincerà. Perché ha la macchina perfetta e lui è l’unico capace di sostenere, dal verde fino alla bandiera a scacchi, sempere lo stesso ritmo, indiavolato per qualsiasi mortale. In Bahrain stessa storia. In testa dal primo all’ultimo tornante con pole, giro veloce e vittoria, il due volte campione del mondo firma un Grand Slam che in F1 mancava, nella gara inaugurale, da 20 anni, dai tempi di Michael Schumacher (l'”hat trick” era riuscito finora solo ad Ascari, Clark, Mansell e appunto il tedesco). Altro primato di un fuoriclasse che porta a 55 i successi in carriera, l'ottavo consecutivo, il 18mo nelle ultime 19 e il 21mo delle ultime 24 gare calcolando i Gp della scorsa stagione e l'ultimo atto del 2022.

Oltre le polemiche

Più forte di tutto, degli avversari ma anche delle polemiche in una scuderia, la Red Bull, terremotata dal caso Horner. Ieri Jos Verstappen, padre del tre volte campione del mondo, ha affermato che la Red Bull «esploderà» se Christian Horner rimarrà come team principal della scuderia. Commenti al vetriolo mentre il weekend più tossico nella storia della Formula 1 si concludeva con la vittoria schiacciante di Max Verstappen nel Gran Premio del Bahrain di apertura della stagione. «C'è tensione qui finché Horner rimane nel ruolo – ha detto Verstappen senior al Daily Mail – la squadra rischia di essere divisa. Non può andare avanti così. Esploderà. Fa la parte della vittima, quando è lui a causare i problemi».

Come Merckx

Due anni fa aveva lasciato tutti a bocca aperta con un assolo di 50 chilometri. Ma Tadej Pogacar non smette mai di stupire e per un momento ha guardato negli occhi il Monumento per eccellenza: Fausto Coppi. Le Strade Bianche, per la prima volta oltre i 200 chilometri, sono state l’ennesima prova di forza del fenomeno sloveno, arrivato a braccia alzate in Piazza del Campo dopo una fuga solitaria di 81 chilometri. Meglio di lui, nelle Classiche, solo Coppi che pedalò da solo per 147 chilometri in una Milano-Sanremo. Al debutto stagionale dopo gli allenamenti a Montecarlo, Pogacar lancia un messaggio forte e chiaro a Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel, già protagonisti in questo primo scorcio di 2024: la sua è un'azione di rara potenza, che non frena né in salita, né sullo sterrato, lasciando ai rivali solo le briciole. Il suo Cannibalismo ciclistico ricorda sempre più Eddy Merckx, capace di schiantare gli avversari con la sola forza delle gambe e del coraggio, senza tatticismi, solo pedalando. A 25 anni Pogacar ha vinto tutto: due Tour (2020 e 2021, e due secondi posti nelle edizioni successive), una Milano-Sanremo, una Liegi, tre Giri di Lombardia, due Strade Bianche, un bronzo olimpico. Insaziabile appetito. Mostruoso.
 

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