Gioco
Tutta la scalata di Jasmine Paolini, chi l’ha vista crescere: «Non era una promessa, ma ha lavorato sodo»
I segreti della tennista di Bagni di Lucca ora numero 14 al mondo
La Toscana in festa per la vittoria di Jasmine Paolini al torneo Wta 1000 negli Emirati Arabi Uniti a Dubai, che permette a “Jas” di raggiungere la posizione numero 14 della classifica Wta.
La 28enne giocatrice di Bagni di Lucca è riuscita in questo inizio del 2024 a vincere il suo primo 1000 dopo gli ottavi raggiunti agli Australian Open.
Un percorso partito dal piccolo circolo del Tennis Mirafiume proprio a Bagni di Lucca insieme ai maestri Ivano Pieri e Marco Picchi, che si è evoluto al Ct Lucca a Vicopelago e poi attraverso la preparazione al Centro Tecnico di Tirrenia con il supporto di Renzo Furlan, ancora suo allenatore, e grazie ai preziosi consigli della capitana di Billie Jean King, Tathiana Garbin. E poi il legame ancora forte con il Tc Italia di Forte dei Marmi, dove Jasmine gioca la serie A1 con Sergio Marrai. «Penso che ogni persona abbia i suoi ritmi, il suo percorso. Ho avuto bisogno di più tempo per credere che forse avrei potuto giocare a questo livello, come ho fatto questa settimana. So che non sarà così ogni settimana. È dura. Gioco contro le migliori del mondo. Ma sono qui a godermi il mio tennis, le partite in campo. Amo semplicemente quello che faccio, cerco solo di vivere il presente, di restare lì, di dare il meglio di me in quel momento», dice l’orgoglio italiano della racchetta in rosa.
Jasmine Paolini è sempre stata una lottatrice e non ha mai mollato: ora può festeggiare. «Come tradizione quando sale di classifica organizziamo una cena insieme alla famiglia e sarà così anche questa volta – spiega Sergio Marrai, patron del Tc Italia di Forte dei Marmi –. Jasmine è una ragazza eccezionale che non si è fermata alle prime difficoltà ma ha continuato a migliorare e a crescere. Ogni tanto mi chiama e quando non è in giro per il mondo a fare tornei mi chiede “Sergio posso venire alle 7 a giocare?”. Non sono io che chiamo lei, ma viceversa perché ha passione e vuole migliorare e sono contento che sia riuscita a vincere un torneo così importante, che le permette di diventare un esempio per tante ragazzine che si allenano. Ora diventerà un punto di riferimento per molte di loro come è successo per Sinner, anche lui tesserato per il nostro circolo».
E pensare che da piccola non era la più forte della categoria. «La Toscana ha sempre avuto un settore femminile molto valido – spiega il presidente regionale della Federtennis, Luigi Brunetti – e una tradizione rosa davvero importante con Martina Trevisan, le sorelle Pieri, Lucrezia Stefanini e tante altre giocatrici in precedenza come Marzia Grossi, Caterina Nozzoli e Anna Iualè, per citarne solo alcune. Jasmine – continua Brunetti – ha giocato tutti i tornei giovanili che organizziamo e ha fatto tanta esperienza. Poi anche grazie al supporto della Federtennis e al suo Sistema Italia è riuscita gradualmente a salire in classifica fino a conquistare questo risultato prestigioso e che la proietta tra le prime 15 giocatrici al mondo».
Il numero uno toscano della federazione prosegue: «L’effetto Sinner è legato alla popolarità di questo sport, mentre i risultati e l’aumento di bambini nelle scuole tennis è dovuto a un sistema globale che è cresciuto costantemente, si pensi ai maestri e dirigenti, e dalla televisione Supertennis, che hanno fatto decollare la nostra disciplina a livello assoluto. Le scuole tennis iniziano l’attività a settembre – va avanti Brunetti – quindi prima della vittoria della Coppa Davis e dello Slam in Australia, e in Toscana i corsi erano già tutti sold out. La vittoria di Jasmine rilancia anche il settore femminile che tra l’altro ha conquistato il secondo posto mondiale in Billie Jean King. Probabilmente avremo una sorta di effetto rosa prossimamente, anche perché Jasmine è davvero una forza della natura ed è legata alla Toscana».
E chi ha sempre creduto in Jas a Tirrenia è stata la capitana Garbin: «Sono felicissima, perché la vittoria di Jasmine arriva da lontano: c’è un grande progetto alle spalle. L’ho conosciuta quando aveva 16 anni, io avevo appena lasciato l’agonismo e subito dopo avevo iniziato a lavorare nel settore tecnico – spiega la capitana di Billie Jean King –. In lei ho sempre visto qualcosa di speciale, anche se da Under 16 non era tra le più forti. Ma la Federazione ci ha sempre investito molto e poi, quando ha terminato quell’esperienza, Jasmine si è affidata a Renzo Furlan. Con lui ha lavorato benissimo in questi anni, e adesso sta raccogliendo i frutti di tutti i sacrifici che ha fatto». E ora l'obiettivo è la Top 10.
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