Il Tirreno

Sport

Il personaggio

Sergio, l'ultras di 81 anni del Real Forte-Querceta che regala biscotti ai tifosi avversari: «Così lo stadio mi ha fatto rinascere dopo un grande dolore»

di Tommaso Silvi
Sergio Bertoni mentre regala i biscotti ai tifosi del Poggibonsi e a destra in primo piano
Sergio Bertoni mentre regala i biscotti ai tifosi del Poggibonsi e a destra in primo piano

La sua foto in mezzo alla tifoseria del Poggibonsi ha fatto il giro del web: «Il calcio è gioia e dobbiamo volerci bene. Sono il capo ultrà del mio gruppo, quando siamo in tanti siamo in sette e ci chiamiamo UltraSessantenni»

22 febbraio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. È entrato nel settore ospiti tra il primo e il secondo tempo della partita. Da solo in mezzo ai tifosi avversari. Ne ha puntato uno, si è diretto verso di lui, lo ha fissato negli occhi e gli ha detto... «Tieni, mangiati un biscotto. Così per qualche minuto non suoni più quel tamburo che mi sta spaccando le orecchie». E poi una pacca sulla spalla e giù risate. Sergio ha 81 anni e vive il calcio come una sorta di religione. «Sono un ultras», dice senza pensarci un attimo. Non solo. Sergio è un capo ultras. «Ho fondato un gruppo insieme ad alcuni amici, quando siamo in tanti allo stadio siamo in sette. Il nostro nome è UltraSessantenni». Siamo a Forte dei Marmi e questa è una storia matrioska, nel senso che all’interno della storia principale se ne snodano altre. Sorrisi e lacrime, valori e dolori. E i cantuccini che Sergio Bertoni, ogni domenica, in casa e in trasferta, distribuisce in tribuna. A tutti. «Prima però alle donne, sono un gentiluomo», precisa l’ex dipendente del Comune di Forte dei Marmi.
Sole dopo la tempesta
È l’inverno del 2017, piove, e Sergio è seduto ai tavolini di un bar di Forte dei Marmi. Da qualche giorno il suo mondo è tutto nero. «Avevo perso da poco mia moglie Graziella. Ero solo e con il cuore a pezzi. Era una domenica pomeriggio». Sergio, allora, decide di andare allo stadio a vedere la partita del Real Forte-Querceta, la prima squadra di Forte dei Marmi, che milita in Serie D. «Mio padre – racconta – era un giocatore e ha chiuso la carriera a 47 anni proprio nel Forte dei Marmi, sono cresciuto al campo sportivo ma poi, nel corso degli anni, non ho più seguito la squadra». Quella domenica di sette anni fa riempie improvvisamente il cuore distrutto di Sergio. «Allo stadio trovai tanti amici che non vedevo da tempo, mi sentii bene». È l’inizio di una nuova vita per Sergio Bertoni. La vita da capo ultras.
“Famolo strano”
Lo sport unisce, è risaputo. E così anche il calcio. Sergio comincia a non perdersi neppure una partita del suo Real. In casa e in trasferta. Insieme a lui un gruppetto di amici, tutti oltre i sessant’anni. «Una domenica di qualche anno fa – racconta Bertoni – ci siamo detti: “Ma perché non facciamo qualcosa di strano?”. Ed è così che è nato il nostro gruppo, ma anche il rito dei biscotti distribuiti in tribuna». Come ogni gruppo ultras che si rispetti, anche gli UltraSessantenni hanno una pezza che appendono in ogni stadio. «Chiediamo sempre il permesso, sia chiaro – dice ancora Sergio – perché noi non vogliamo problemi con nessuno, ci interessa solo vedere la partita e fare il tifo». Altro che scontri, mazze e bastoni. Per i super tifosi pensionati di Forte dei Marmi il calcio è solo una festa. Ma non finisce qui. Perché Sergio ha un braccio destro speciale che, mentre lui distribuisce i cantuccini, bagna la gola dei tifosi offrendo un bicchiere di vino.
Il vicecomandante
Il compagno di merende offerte allo stadio di Sergio Bertoni è Lorenzino Amati, storico vicecomandante della polizia municipale di Viareggio, in pensione da qualche mese. «Siamo amici e grazie alla passione per la il Real Forte-Querceta il nostro rapporto si è consolidato ancora di più – racconta Bertoni –. Veniamo al campo a vedere gli allenamenti durante la settimana, siamo sempre a disposizione dei ragazzi della squadra per qualsiasi cosa. E la domenica ci mettiamo la sciarpa e tifiamo per loro».
Aneddoti e complimenti
La vita da ultras di Sergio e dei suoi amici di tribuna è piena di aneddoti. «Una volta eravamo in trasferta e quando siamo arrivati allo stadio ci ha accolti la polizia, che ci ha chiesto se eravamo davvero noi gli ultras del Real Forte-Querceta. Forse si aspettavano un gruppo di scalmanati, e vedendoci arrivare, col nostro striscione, sono rimasti stupiti. Si sono congratulati con noi per l’attaccamento ai colori e la correttezza del nostro tifo». Una valanga di complimenti è arrivata a Sergio Bertoni anche dai social, dove è diventata virale la foto di lui che distribuisce biscotti in mezzo agli ultras del Poggibonsi, in occasione della partita casalinga giocata domenica 18 febbraio allo stadio comunale Necchi Balloni. «Non mi sento famoso – conclude l’81enne di Forte dei Marmi – ma spero che il mio gesto venga ripetuto da altre tifoserie in tanti altri stadi. Il calcio è gioia. Ma anche vino e biscotti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Primo piano
La tragedia sul campo da calcio

Morte di Mattia Giani, l'inchiesta: tutti i punti da chiarire su cui sta indagando la procura

di Matteo Leoni
Sportello legale