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Io sono Calhanogol, il turco è il re dei penalty: 15 su 15

di Giorgio Billeri
15 su 15 Hakan Calhanoglu
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15 su 15 Hakan Calhanoglu

Nove gol in stagione, meglio di lui solo Bellingham. È davanti a Pazzini e Van Basten nella classifica dei migliori cecchini dal dischetto

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Nome in codice, Calhanogol. Segni particolari: infallibile quando appoggia la sfera sul discolino di calce a undici metri dalla porta. Quindici su quindici da quando il turco gioca in Italia, percorso netto. Sguardo da pistolero da film di Sergio Leone, i gesti studiati, misurati, gli occhi fissi sul portiere, una sfida psicologica sottile, io contro te, nessun altro in mezzo. La palla che plana dolce dolce nell’angolo opposto a quello battezzato dal portiere: è successo già sette volte in questo campionato, otto se si considera anche la Coppa Italia. Hakan, l’uomo che sussurra al dischetto, profeta di un gesto tecnico, il penalty appunto, solo in apparenza semplice. In realtà è difficilissimo: sei solo davanti a sette metri e mezzo di porta, con il tuo rivale che saltella, si muove, spesso si tuffa anche in larghissimo anticipo. Basta una piccola crepa nella corazza della tua concentrazione per sbagliare ed esaltare il portiere. Hakan, no: lui è turco di passaporto ma tedesco di nascita (Mannheim) e dal dna tedesco ha preso l’imperturbabilità, la capacità di non emozionarsi, di non soffrire la pressione esterna. Sa come aprire il piatto, direzionare la palla, una frazione di secondo prima del calcio ha già capito da quale parte il portiere tenterà la sorte ed è gol, sempre gol.

Calhanogol ne ha già segnati nove, in questo campionato. Sta nelle zone altissime della classifica cannonieri, davanti a bomber consumati e celebrati. Meglio di lui, nei 5 top campionati d’Europa, ha fatto soltanto un ragazzo baciato dalla musa del calcio a nome Jude Bellingham: l’inglese ne ha fatti 13, ma nel Real gioca da tuttocampista, non certo in regia come il turco di Germania. Che col suo percorso netto sta davanti ai grandi specialisti della storia: Pazzini, per dire, ne ha trasformati 24 su 25, l’incommensurabile Van Basten 24 su 26. E scorrendo la graduatoria troviamo l’ex viola Maraschi (24/26), Perotti e Cristiano Ronaldo (19/21), Immobile (34/38), Balbo (24/27), Maradona (30/34), Shevchenko (24/28), Rossi (18/21), Boninsegna (29/34), Matthaeus (17/20), Ibrahimovic (28/33).

Per la legge dei grandi numeri, che sovrintende anche alle cose del calcio, la serie dorata finirà. Verrà un giorno in cui lo sguardo di ghiaccio si scioglierà o il balzo felino di un portiere sveglierà San Siro dall’incantesimo, come quando Niels Liedholm sbagliò il primo passaggio dopo anni. Ma poco importetà: magari Calha, a quel punto, avrà regalato una stella o magari una Champions...
 

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