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Calcio, Uefa o Super Lega? La decisione alla Corte di Giustizia europea

di Fabrizio Bocca
Calcio, Uefa o Super Lega? La decisione alla Corte di Giustizia europea

Oggi il D-day dopo il ricorso e le polemiche: mantenere lo status quo o aprire ai soldi degli arabi

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Preferite la Champions League o volete la Super League? Senza star qui a far chiacchiere filosofiche sulla democrazia della Champions e l’autarchia della SuperLega – potremmo anche invertire i fattori e forse non cambierebbe granché… – siamo arrivati ormai al momento di decidere. L’attesa ha termini epocali, esagerati, come se il calcio potesse uscirne distrutto e completamente rifondato oppure, al contrario, immutabile per l’eternità. Sperando che esista una via di mezzo, insomma ci siamo, è oggi: siamo arrivati al D-Day del football europeo, anzi addirittura mondiale.

Il giorno del giudizio

La Corte di Giustizia Europea si esprimerà oggi sulla legittimità della Super League e del monopolio Uefa sul calcio europeo. Ricordate il golpe della notte del 19 aprile 2021 con 12 club che decidono di fare un torneo per conto loro, partendo dal privilegio di casta di essere loro automaticamente iscritti al torneo, al di fuori dell’Uefa e concorrente della Champions League? Ebbene, per quanto quel golpe sia miseramente fallito entro l’alba, per quanto quasi tutti i club siano usciti con la coda tra le gambe dal cartello ribelle, da ultimo la Juve, e ci siano rimaste solo Real Madrid e Barcellona all’interno della società A22 Sport Management che detiene il marchio della Super League Europea, la questione è rimasta lì ad ardere come brace sotto la cenere.

Uefa sotto tiro

E adesso siamo al dunque, da un ricorso al tribunale di Madrid siamo arrivati al pronunciamento della Corte di Giustizia Europea. Che può dare ragione all’Uefa appunto e sostenere che la sua posizione di grande organizzatore del calcio europeo nonché cassiere e distributore di tutte le risorse è più che legittima. Oppure liberalizzare il calcio e tutte le attività economico organizzative dei club europei. Che se dunque volessero farsi un torneo alternativo alla Champions League, potrebbero benissimo senza rischiare di essere pesantemente sanzionati ed esclusi dall’Uefa stessa. Qualcuno già parla di rivoluzione tipo la famosa sentenza Bosman (1995) che rivoluzionò il calciomercato. Questa è l’estrema sintesi di una storia complicata, una battaglia commerciale e industriale che vede in campo studi legali e commercialisti al più alto livello. A favore dell’Uefa c’è anche un pronunciamento favorevole dell’avvocatura generale, per cui dalle parte di Ceferin (Uefa) e Infantino (Fifa), oggi i veri sultani del calcio mondiale, e a capo di un vorticoso movimento che a livello globale può valere anche 80-100 miliardi di dollari, c’è un certo ottimismo.

Le cose sono cambiate

Ma è anche vero che da quando questa storia è iniziata, il panorama è cambiato. L’Uefa ha messo in campo, per combattere le pulsioni separatiste, la nuova Champions: la prossima avrà un maxi girone unico a 32 squadre, garantirà ancora più partite, e soprattutto avrà un giro di 4,5 miliardi di euro, di cui 3,3 rientreranno direttamente nelle casse dei club partecipanti. Per farla breve, vincere la Champions che si sta giocando ora porta al club campione 85 milioni di euro, la nuova Champions successiva 120. Il messaggio è chiaro: cosa vai a fare con la Super League? Qui già ti diamo una montagna di soldi. Ma non è questa l’unica variabile impazzita. Le cose sono cambiate molto anche sul fronte opposto, quello della Super League. Il ceo di A22, la società che presiede alla Super League, è il tedesco Bernd Reichart che ha fatto un grande lavoro di lobbying in giro per l’Europa e rivisto molto il format iniziale, particolarmente aggressivo e aristocratico, della prima Super League, quella poi abortita 2 anni fa.

Assist agli arabi

Un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea contrario all’Uefa liberalizzerebbe di fatto l’organizzazione del calcio anche a livello mondiale e permetterebbe soprattutto l’ingresso in campo delle nuove potenze. Arabia Saudita, nuovo Eldorado del football, su tutti. L’Arabia e più in generale la penisola araba sta catalizzando l’intero sport mondiale, football compreso. Il famigerato fondo Pif dopo aver fatto man bassa di club e di campioni ad esempio, ha già rotto il monopolio del golf: oggi la Liv Golf araba ha costituito il suo circuito al di fuori del Pga Tour, e Jon Rahm, il basco protagonista della Ryder Cup di Roma, ha scelto l’Arabia che gli versa 550 milioni di dollari. Ronaldo, Benzema, Kanté etc hanno ormai spostato l’asse del potere economico del calcio. L’Arabia già organizza le Supercoppe nazionali delle varie Leghe (anche quella italiana) e addirittura il Mondiale per Club della Fifa, che di fatto è già un’erosione del potere economico organizzativo dell’Uefa. E se l’Arabia allora decidesse di clonare la Champions League con Psg, Manchester United e City, magari anche Inter o Milan, a quel punto chi potrebbe più dire nulla?


 

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