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Sci, Dominik Paris sfata tabù e trionfa in Val Gardena: vince per la prima volta a 34 anni

Sci, Dominik Paris sfata tabù e trionfa in Val Gardena: vince per la prima volta a 34 anni

Sofia Goggia quarta in Val d'Isere

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Come il più assordante dei suoni 'heavy metal', Dominik Paris torna a graffiare, 'spaccare' e strabiliare come un tempo. La crisi dello scorso anno, lungo e tribolato al punto di minare fiducia e certezze, è stata spazzata via di colpo con una prova magistrale sulla pista di casa, la 'Saslong' della Val Gardena, dove da sempre il discesista azzurro di Val d'Ultimo sognava di trionfare. C'era da 'rinnovare' quel terzo posto risalente addirittura a nove anni fa nella gara più veloce ma soprattutto da riscattare quel lungo periodo buio iniziato un anno e mezzo fa, quando dopo l'ultimo successo in carriera (5 marzo 2022 a Kvitfjell) aveva inanellato una serie di prestazioni deludenti. Il tabù della Saslong è stato sfatato nella maniera più inattesa ed imprevedibile, il che rende ancora più bella ed emozionante l'impresa.

L'azzurro sapeva di aver ritrovato forza, determinazione e autostima e dopo aver lavorato quest'estate sui dettagli ha sciato alla perfezione mettendo in riga talenti come il norvegese Aleksander Aamodt Kilde, secondo a 44 centesimi, e lo statunitense Bryce Bennett, vincitore della prima gara della stagione e leader della coppa di specialità. Paris ha scaricato tutta la sua grinta da rocker e chissà se il nuovo disco della sua band heavy metal di prossima uscita non lo abbia ispirato. Lo smalto del vincente lo ha esibito a 34 anni, otto mesi e 2 giorni dominando, a 22 anni dall'ultimo trionfo azzurro sulla Saslong (Christian Ghedina nel 2001) ogni singolo angolo della pista altoatesina, tanto che nessuno degli avversari ha saputo tenergli testa. Sono ora 22 i successi in Coppa del Mondo raccolti in carriera, a -2 da un mito delle nevi azzurre come Gustav Thoeni, secondo dietro l'inarrivabile Alberto Tomba che guida la classifica a quota 50.

"Non ero sicuro di fare risultato, ho cercato di sciare bene, bello pulito. Alla fine sentivo che stavo facendo correre gli sci ma non avevo idea di quello che stavo facendo", sono state le sue parole a fine gara riuscendo a fatica a trattenere l'emozione. "Quando ho visto la luce verde di miglior tempo al traguardo sono impazzito, stavolta è stato molto emozionante vincere. E' da anni che ci provo qui e finalmente ci sono riuscito, troppo bello. Oggi la neve era un po' diversa, era meno dura ma ho cercato di fare bene i salti e penso che lì ho fatto la differenza mantenendo la velocità. Ho tribolato tanto, anche l'anno scorso, e finalmente sono riuscito. Per ora l'anno è iniziato bene", ha aggiunto prima di ricevere le congratulazioni dei suoi avversari, consapevoli della lunga salita fatta da Paris per ritrovare la forma migliore. Ancora più felici i compagni di squadra, da Mattia Casse settimo, a Florian Schieder (17mo) passando per Christof Innerhofer, ventunesimo ma con tanta positività addosso: "Dominik è riuscito ad essere il migliore, sono contento per lui. Questa vittoria fa bene a tutti noi. Lavoriamo tutti insieme e dà fiducia e speranza perché in allenamento sappiamo cosa valiamo. Poi in gara uno a volte riesce a dimostrarlo prima, a volte dopo. Adesso non vedo l'ora di andare a Bormio", ha commentato l'argento olimpico di Sochi. La fiducia non manca neanche alle azzurre rimaste senza podio nella libera di Val d'Isere. Sofia Goggia, vittima di uno stato influenzale che l'ha debilitata, non è andata oltre il quarto posto, ottava Federica Brignone, 17ma Laura Pirovano e 19ma Marta Bassino.

La gara è stata vinta dalla svizzera Jasmine Flury che ha preceduto la connazionale Joana Haehlen, terza l'austriaca Cornelia Huetter. "Ho sbagliato in un punto dove non si doveva e sono stata scaricata bassa di linea da un dosso. Dopo l'atterraggio dal salto ho sentito la stanchezza nelle gambe e nelle successive due curve non sono riuscita a spingere a tutta. Sono un po' influenzata ma non può essere una scusa, anche se oggettivamente non sono nel pieno delle mie energie", ha ammesso Goggia consapevole di non essere stata perfetta. Ci sarà modo di rifarsi in fretta con il SuperG di domani, domenica 17 dicembre, sempre a Val d’Isere, che può consentire alla Brignone di scrivere un'altra pagina di storia mentre in campo maschile il circus si sposta in Alta Badia per i due giganti. mal/kat

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