La manifestazione
Basket, allenatori all’ultimo tiro: Scariolo esonerato prima dell’inizio del campionato, Messina in crisi
Da Lippi a Rudic: i momenti difficili per i campioni della panchina
Il mestiere dell’allenatore è un lavoro difficile.Sottoposti a stress, a continue sollecitazioni e critiche, dovendo gestire tantissime personalità diverse, dai giocatori ai dirigenti, quello del mister o coach - a seconda dello sport di riferimento - è, a detta dei protagonisti, particolarmente usurante. E può capitare quindi che, dopo oltre 30 anni di gestione sempre al massimo livello, qualche motivazione possa venire meno.
È quello che sembra stia succedendo, recentemente, nel mondo della pallacanestro, con due mostri sacri della panchina come Ettore Messina e Sergio Scariolo.
È come se i due allenatori stessero vivendo un momento di calo.
Messina con risultati molto negativi, sebbene la stagione sia appena iniziata e, quindi, ci sia tutto il tempo di rimediare, Scariolo addirittura con un esonero burrascoso arrivato ad inizio di questo campionato.
Ovviamente si tratta di due dei coach più vincenti della storia di questo sport ma che, dopo tre decadi, hanno, forse, perso qualche stimolo.
La percezione arriva dalla mancanza, in alcuni frangenti, di autorità, caratteristica che rappresentava uno dei punti di forza dei coach insieme alla capacità di reagire in situazioni di emergenza o di difficoltà.
Dopo tutti questi anni, nei quali è sempre stata costante la necessità di gestire situazioni e contesti di primissimo livello, un calo può essere fisiologico come lo dimostrano famigerati colleghi dei due allenatori italiani. Per restare a casa nostra, Marcello Lippi è stato un altro esempio di grande allenatore che, con il tempo, non è riuscito più a confermarsi ad alti livelli.
Dopo lo strepitoso Mondiale del 2006, ancora nella memoria di tutti gli italiani, Lippi tornò alla guida della nazionale a Sudafrica 2010, facendo registrare una clamorosa eliminazione al primo turno.
Un altro allenatore che, con il tempo, ha perso il suo "tocco magico" è stato Julio Velasco, vero e proprio guru del volley che, dopo aver vinto tutto tra gli anni ’80 e ’90, ha avuto una fase di flessione che lo ha portato a reinventarsi come mental coach e speaker durante eventi ed incontri, anche se oggi è tornato in Italia nella doppia veste di allenatore di Busto Arsizio e di selezionatore della nazionale femminile.
Cambiando sport anche la pallanuoto ha il suo allenatore "feticcio", ovvero quella figura conosciuta anche dai non appassionati, che risponde al nome di Ratko Rudic. Ex giocatore dalla classica tempra slava, ha vinto praticamente tutto con le nazionali ma è ormai da più di 10 anni che non riesce a portare un successo di peso, eccezion fatta per lo scudetto con la Pro Recco di quattro anni fa.
Questo dimostra quanto sia difficile, soprattutto nel mondo dello sport, riuscire a garantire sempre delle prestazioni di alto livello, specialmente in un ruolo delicato come quello dell’allenatore che, oltre all’aspetto del campo, deve considerare e confrontarsi con tanti e differenti contesti.
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