Il Tirreno

Sport

Calcio

Calha-gol, numeri turchi, l’Inter si gode l’infallibile

Hakan Calhanoglu: in Serie A non ha mai fallito un rigore
◗
Hakan Calhanoglu: in Serie A non ha mai fallito un rigore

Dieci su dieci dal dischetto: nerazzurri padroni col suo cecchino

3 MINUTI DI LETTURA





MILANO. Ci sono vittorie che valgono più di altre, vittorie che portano in dote ben più dei tre punti, e quella ottenuta dall'Inter a Bergamo rientra esattamente in questa categoria. Per l'avversario, per le condizioni difficili, per la pressione di dover vincere per non rallentare in classifica, per quella gran voglia di prendere il largo e andare in fuga.

Missione compiuta e messaggio forte e chiaro recapitato al campionato: se c'è una squadra da battere, questa è l'Inter. Che ha vinto mostrando doti fondamentali per chi punta al bersaglio grosso, ovvero la capacità di soffrire e di diventare un muro sul quale l'avversario rimbalza, specialmente chi, come l'Atalanta, voleva sfruttare il fattore interno per imporre gioco ed esercitare una pressione costante. L'Inter glielo ha lasciato fare, compattandosi quando serviva, soprattutto nel primo tempo, e colpendo con precisione chirurgica al momento giusto, capitalizzando l'errore in uscita di Musso su Darmian che ha mandato sul dischetto Calhanoglu, praticamente una sentenza al primo tiro in porta della partita. Il turco, infatti, ha segnato 10 rigori sui 10 calciati in Serie A, meno solo di Lukaku (14 su 14) tra chi non ha mai fallito dal dischetto, diventando anche il miglior marcatore turco nella storia del torneo.

Al resto ci ha pensato una squadra che ha nella forza mentale la sua dote migliore, quella capacità di leggere la partita e di interpretarla alla perfezione, difendendosi e attaccando a seconda del momento, un'elasticità di pensiero propria solo di chi sa sempre cosa fare e come farlo. L'Atalanta, che in casa aveva vinto tre volte su quattro non subendo nemmeno un gol, alla fine si è dovuta arrendere. La squadra di Inzaghi è così salita a 28 punti in campionato sui 33 disponibili dopo 11 partite, uno solo in meno di quanto fatto sulla panchina interista da Luciano Spalletti (29) nel 2017-18, eguagliando José Mourinho (2009-10) e Antonio Conte (2019-20).

Lautaro, poi, si è confermato l'altro fattore determinante, mettendo a segno il gol numero 12 in campionato in 11 presenze (secondo soltanto ad Angelillo, 19 gol nelle prime 11 giornate nel lontano 1958-59), rete bellissima che sembrava indirizzare definitivamente la partita, riaperta subito dopo da Scamacca. Ecco però di nuovo l'Inter che gioca con la testa sulle spalle, che non si lascia prendere dal panico nonostante la prevedibile reazione dell'Atalanta a caccia del pari, prova di forza di una squadra solida come non mai.

La nota negativa è stato l'infortunio al ginocchio di Pavard, anche se le notizie sembrano meno drammatiche del previsto. Il francese, se pur zoppicante, alla fine era insieme ai suoi compagni a festeggiare il successo sotto la curva interista. Oggi sono previsti gli esami strumentali per valutare l'entità del problema e di conseguenza i tempi di recupero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa