Proteste
Fiorentina-Empoli, un derby agli antipodi
I viola puntano alla Champions, l’Empoli alla salvezza. La sfida è tutta fra intrecci di mercato e sinergie in Lega
FIRENZE. Da una parte c’è la Fiorentina, la squadra capace di segnare in 8 giornate di campionato 18 gol, in media più di due a partita, dall’altra c’è l’Empoli, che invece, davanti è riuscita a bucare la difesa avversaria una volta sola, con Baldanzi, in rete con la Salernitana, allora guidata ancora da Paulo Sousa.
È il derby dell’Arno, scandito anche da diversi sfottò (dallo striscione esposto in Fiesole "Ma quale derby di regione, per voi nessuna considerazione") e che vede di fronte due delle società che fanno del settore giovanile uno dei propri fiori all’occhiello. Vincenzo Italiano ritrova Aurelio Andreazzoli, l’allenatore che nella prima stracittadina giocata da allenatore dei viola, al Castellani, l’ha fatto piangere in due minuti, ribaltando un risultato (il vantaggio era stato segnato da Vlahovic, corteggiato dagli azzurri in passato e mai ceduto) che pareva acquisito. L’Empoli, invece, prova a costruire l’impresa più grande, per fermare la corazzata viola in serie positiva da sette turni consecutivi, e pure per dare una scossa alla classifica. Ora, c’è da ricominciare da capo, consapevole che il valore specifico della partita è agli antipodi.
I viola puntano allo scatto decisivo verso quella zona Champions fin qui solo sognata e mai raggiunta, gli azzurri hanno assoluto bisogno macinare risultati, per il morale e per l’orgoglio, rincorrendo quella terza salvezza consecutiva mai raggiunta nella storia. Gli obiettivi sono diversi, è vero, ma i sentimenti no, quelli si intrecciano. Da una parte c’è Parisi, il terzino cresciuto a Empoli, che dal Castellani ha spiccato il volo prima verso la Nazionale Under 21 per poi approdare alla Fiorentina, pronto a compiere l’ennesimo step, magari dritto fino alla selezione maggiore di Spalletti, che l’ha pure visto dal vivo, proprio dal Franchi. Dall’altra, invece, c’è Baldanzi, l’altro gioiello su cui ci sono (anche) gli occhi degli osservatori viola. Poco conta chi giocherà dall’inizio (senza Biraghi, Parisi è candidato a un posto dall’inizio) ne chi invece sarà chiamato a scendere in campo a gara in corso. La differenza, entrambi, sono stati capaci di farla sempre, a prescindere. Tornerà al Franchi Maleh, passato all’Empoli dal Lecce dopo un’esperienza a Firenze, mentre proveranno ad accendersi i riflettori addosso quei giovani da tempo osservati speciali delle big, a cominciare da Jacopo Fazzini. In passato, fu motivo di contendere Szymon Zurkowski, il centrocampista polacco che, dopo una stagione in azzurro sperava di farci ritorno, salvo poi finire dirottato a Spezia, la scorsa estate, invece, il sogno degli azzurri era diventato Christian Kouamé, blindato poi dal tecnico e dalla sua società, conquistati dalla versatilità dell’ivoriano. Tra i pali, invece, ci sarà Terracciano, arrivato a Firenze proprio dalla città vicina: è lui a dover sbarrare la strada, prima di cedere il posto a Christensen, magari in Conference. "Nemici" sul campo, stasera, alle 20, 45 in campo, al Franchi, ma Fiorentina e Empoli, negli ultimi tempi, si sono fatti "alleati" nelle stanze della Lega, specialmente sul fronte dei diritti televisivi. Se il voto degli azzurri è stato determinante per l’elezione del presidente della lega Lorenzo Casini, quello dei viola ha favorito la nomina di Rebecca Corsi nei panni di consigliera di via Rosellini.
Il derby, poi, è questione di sangue. Nel settore ospiti ci saranno almeno mille sostenitori azzurri, mentre in Curva Fiesole sventoleranno i vessilli storici, i simboli del tifo viola, dall’indiano del Collettivo Autonomo Viola all’acronimo degli Ultras Viola 73, nel primo del trittico di appuntamenti che coinvolgerà la gara di Conference contro il Cukaricki (giovedì 26) e la sfida con la Juve, quando sarà mostrata al mondo una coreografia in grado di celebrare il sottile filo rosso che lega la passione del passato a quella di oggi. Prima però, c’è l’Empoli, la sfida degli antipodi.
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