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Tonali, patto di stabilità

Tonali, patto di stabilità<br>

Il giocatore indagato per le scommesse oggi a Roma con i suoi avvocati. L’obiettivo è trovare un accordo con la Procura federale per la squalifica

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TORINO. Oggi comincerà una settimana decisiva da punto di vista sportivo per Sandro Tonali, il centrocampista del Newcastle e della Nazionale coinvolto nella vicenda delle scommesse sul calcio. Gli avvocati di Tonali sono infatti attesi a Roma per imbastire con la Procura della Federcalcio una richiesta di patteggiamento, come già avvenuta per Fagioli il centrocampista della Juventus. Il caso Tonali si prospetta più complesso rispetto a quello di Fagioli. Tonali avrebbe infatti ammesso di aver scommesso sulla propria squadra dell’epoca (il Milan) cosa che risulta un’aggravante: è quindi possibile che, nel suo caso, si parta da quattro anni di squalifica, e non tre, subito scontati della metà perché il patteggiamento avviene prima del deferimento. Altri mesi saranno scontati per la collaborazione.

Per il via libera al patteggiamento non basta solo l’accordo con la Procura sportiva, ma serve anche il via libera del procuratore generale dello Sport presso il Coni e del presidente federale.

Al contrario di Nicolò Fagioli, al quale la Juventus ha deciso di non toccare l’ingaggio durante i mesi di squalifica, il centrocampista ex Milan non percepirà dal Newcastle gli 8 milioni stagionali durante la squalifica. In aggiunta, corre anche il rischio di non potersi allenare, secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport.

L’altro aspetto da definire riguarda il ciclo di incontri pubblici a cui Tonali dovrà sottoporsi se la sua squalifica ricalcherà quella di Fagioli. Facendo base in Inghilterra, per l’azzurro sarebbe complicato fare avanti e indietro fra Italia e Regno Unito, perciò potrebbe essere studiata una formula diversa, che potrebbe però consistere in una pena pecuniaria più alta.

Parla Immobile

«Il calcioscommesse ci ha colpito, siamo rimasti tutti feriti». Così il capitano della Lazio Ciro Immobile parla dello scandalo che ha coinvolto il mondo del pallone, ospite a “Verissimo” su Canale 5 assieme alla moglie Jessica. «I ragazzi coinvolti hanno bisogno di aiuto, ma non devono essere messi alla gogna», sottolinea l’attaccante della nazionale italiana, aggiungendo che nella vita si fanno degli errori da cui si impara e si va avanti.

Parole di ministro

«Quella della Lega sulle dimissioni di Gravina è un’opinione e come tale va rispettata. Le regole dello sport sono quelle che conosciamo, io credo che l’autonomia è un fattore che va preservato perché non vuol dire che lo sport in generale sia al di fuori del sistema che risponde anche alla politica. Finché il confronto è su un’idea fa parte del gioco». Lo ha detto il ministro dello sport Andrea Abodi a margine della kermesse di FdI in corso a Roma per un anno di governo Meloni. Che aggiunge: «È importante però riempire di contenuti le considerazioni. Io ritengo che i temi ci siano perché il sistema ha bisogno di essere analizzato e fra un anno ci saranno le elezioni della Figc e quello sarà il contesto dove lo sport decide quali sono le posizioni in campo dal punto di vista della politica sportiva».
 

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