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Calcio, supermercato Serie A: capitali esteri in un momento di ribasso generale

Galliani (Monza), Zhang (Inter), Cardinale (Milan), Friedkin (Roma), Commisso (Fiorentina), Saputo (Bologna), Blasquez (Genoa) e Pagliuca (Atalanta)
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Galliani (Monza), Zhang (Inter), Cardinale (Milan), Friedkin (Roma), Commisso (Fiorentina), Saputo (Bologna), Blasquez (Genoa) e Pagliuca (Atalanta)

L’indiscrezione: i giapponesi all’assalto del Monza (che smentisce). Già sette le proprietà straniere sui venti club nella massima serie

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Cinesi, americani, fondi e tycoon: il calcio italiano fa gola a tutti, nonostante il momento non sia di assoluto splendore dal punto di vista tecnico e infrastrutturale. Eppure il supermercato Serie A continua ad attrarre, eccome, i capitali stranieri.

L’ultimo rumor in questo senso arriva dal Giappone, un player che finora non si era affacciato dalle nostre parti: si parla insistentemente della possibile cessione del Monza, ancora di proprietà della galassia Berlusconi, ad un investitore giapponese facente capo ad una società di J-League, la prima categoria nipponica, con l'idea di creare una sorta di multiproprietà con l'Italia.

Una notizia che ha fatto molto rumore, com’era ovvio, ma che è stata smentita da parte di Fininvest. «Fininvest smentisce le voci di una vendita del Monza calcio ad un fondo giapponese, si tratta di notizia falsa e completamente destituita di qualsiasi fondamento, non c'è alcun dialogo in corso con una controparte giapponese, non è stata ultimata nessuna due diligence, non è stata posta nessuna base per una trattativa».

Fonti vicine al gruppo osservano poi che la notizia esce in coincidenza con le elezioni suppletive al Senato nel collegio di Monza e della Brianza dove era stato eletto Silvio Berlusconi e per il quale è candidato per il centrodestra Adriano Galliani, che si svolgeranno domenica e lunedì prossimi.

Vedremo: le trattative nel calcio spesso hanno bisogno anche di questi passaggi. Resta il fatto che il nostro calcio rappresenta un polo d’attrazione per chi vuole sbarcare in Italia e magari utilizzare il calcio, legittimamente, per ampliare il proprio orizzonte di business.

È il caso del gruppo Suning, colosso della famiglia Zhang con sede a Nanchino, in Cina, che ha messo solide radici a Milano acquistando la maggioranza dell’Inter e dando anche il nome anche al centro di Appiano Gentile. O del fondo statunitense Red Bird, rappresentato da Gerry Cardinale, che ha rilevato il Milan da un altro fondo, quello di Elliot, e che pensa alla realizzazione dello stadio.

A Firenze c’è il tycoon Rocco Commisso, numero uno del colosso statunitense Mediacom, a Bologna è sbarcato Joey Saputo, dell’omonimo gruppo caseario canadese, mentre l’Atalanta dalla famiglia Percassi, che comunque resta nella compagine azionaria, è passata nelle mani del fondo statunitense Bain, rappresentato da Stephen Pagliuca. Infine il Genoa, che Preziosi ha venduto a un altro gruppo a stelle e strisce, la 777 Partners, che possiede anche il club inglese dell’Everton e che ha scelto Andres Blasquez come amministratore delegato.
 

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