Sicurezza
Calcio-scommesse, soldi per fango: la Rai spenga Corona Tv
Annunciate le nuove rivelazioni ad “Avanti Popolo”: perché è vergognoso
È giusto che un pezzettino del canone pagato alla Rai serva a imbottire le tasche di quello stinco di santo di Fabrizio Corona per infilare nelle sue trasmissioni, a comando, il fango nel ventilatore del calcioscommesse? Non è giusto, anzi è addirittura vergognoso. Però si può fare visto che la Rai, sui suoi canali ufficiali, non ha smentito le voci. E che il Fatto Quotidiano ha anche concretamente conteggiato: 24.000 euro per andare a farsi intervistare come anima in pena appena uscito dal carcere da Mara Venier a “Domenica In” (Rai1) e da Francesca Fagnani a “Belve” (Rai 2). E 8-10.000 per andare a svelare i nomi dei calciatori coinvolti nel calcioscommesse oltre Fagioli, Zaniolo e Tonali in esclusiva domani sera ad “Avanti Popolo” (Rai3) . Con “l’accortezza istituzionale” – tu guarda che sensibilità– di mandare l’intervista dopo la conclusione su Rai1 di Inghilterra-Italia. “Avanti Popolo” è una trasmissione cucita addosso a Nunzia De Girolamo, ex deputata Pdl, ma nemmeno si è partiti e “Avanti Popolo” è già alla canna del gas. Alla prima puntata a guardare l’intervista al marito della De Girolamo, il senatore Pd Francesco Boccia, ci sono 574.000 spettatori per un fallimentare 3, 6% di share.
Detto fatto, “Avanti Popolo” va alla riscossa ed ecco l’ideona di chiedere soccorso al mestatore seriale Fabrizio Corona, specialista di gossip e torbido profondo, che sulla storia del calcioscommesse oggi pare sapere un sacco di cose. Sapeva per primo, tramite sue fonti speciali – “uno che si è fatto 15 anni di galera” – di Fagioli, sapeva anche di Zaniolo e Tonali, tanto che la polizia è dovuta correre a Coverciano a evitare che i due bruciassero subito i telefonini. Il problema di Corona è tutto quello che ci mette intorno, compreso uno spregevole «presto rivelerò i nomi dei giocatori gay», le rivelazioni a orologeria («farò un altro nome grosso alle 17») un minestrone disgustoso di notizie vere e fasulle, senza contare il mercimonio spudorato.
Tanto per dare la dimensione del personaggio, al giornalista del Corriere che lo intervista dice: «Se vuoi sapere i 50 nomi dei giocatori coinvolti dì al tuo direttore che mi faccia un bonifico immediato di 300.000 euro»: è una battuta, ma insomma il quadro è questo. Tanto è vero che con la Rai c’è un consistente cachet in ballo. Possiamo anche scherzarci sopra ma è tutto abbastanza disgustoso. Tanto più su Rai 3 che adesso mostra evidenti le conseguenze dell’occupazione politica subita. Si va sdoganando di tutto e soprattutto ci si presta a una “macelleria” informativa inaccettabile. Se gli ascolti vanno a picco ben venga il tipo che promette liste di nomi a gogo e anticipa pure trionfalmente: «Vado a fare il 15% di share!».
Lo scandalo che fa tremare ancora una volta il calcio è bifronte. Da una parte c’è l’inchiesta e dall’altra questo tipo che tira i fili dell’informazione e muove manichini a piacere. Essendo la materia delicata, ci vorrebbe ben altra precauzione e soprattutto evitare che nella melma finisca qualcuno che non c’entra nulla. Già sul nome di Zalewski i magistrati non hanno le stesse notizie di Corona. Che Corona sappia è evidente, che ci presti tutti al suo “trash business”, consentitogli addirittura sulla Tv di Stato, solo perché sa non è accettabile. Spalletti ha denunciato lo sciacallaggio e Corona gli ha risposto con un «Protegge il suo lavoro e i suoi interessi». “Avanti Popolo”, ma attenti agli schizzi.
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