Gioco
Romelu tra 50mila fischietti: così San Siro saluterà il Lukaku giallorosso
Siamo addirittura all’industrializzazione e spettacolarizzazione della protesta. Essendo operazione complessa, bisogna muoversi in anticipo, rimediare non si sa come 50mila fischietti. Ma chi è il “benefattore” che finanzia questa contestazione?
Fischiare Lukaku. Fin qui ci sta, soprattutto se stiamo a San Siro – appuntamento per Inter-Roma, sabato 29 ottobre, ore 18 – e lo stadio sarà ovviamente pieno di tifosi interisti. Romelu Lukaku è il classico “traditore”. E sappiamo come funzionano oggi i meccanismi social massmediologici. Diventa più notizia la contestazione fischiata a Lukaku, del ritorno stesso nello stadio dell’Inter, dopo tutto quello che è successo in estate. L’esasperante separazione del venale centravantone dall’Inter. Si parte lunghi: annuncio addirittura con 25 giorni abbondanti d’anticipo. La fischiata, si diceva, ci sta, un po’ diverso se vengono distribuiti 50 mila fischietti e ogni tifoso ha l’incarico di darci dentro non appena Romelu toccherà il pallone. Qui siamo addirittura all’industrializzazione e spettacolarizzazione della protesta. Essendo operazione complessa, bisogna muoversi in anticipo, rimediare non si sa come 50mila fischietti.
È stato ordinato un container espresso dalla Cina? Si sono saccheggiate le sedi delle sezioni provinciali di tutti gli arbitri italiani? Sono stati rubati i fischietti dei “ghisa” (vigili urbani) milanesi e dei comuni lombardi? Escludendo le ipotesi di furto e di reato in genere per correttezza e per fiducia negli ultras interisti della Curva Nord – si fa per dire... – è chiaro che i fischietti debbano essere, o siano stati addirittura già, acquistati. Posto che anche si riesca a comprare una tale partita di fischietti a saldo, a soli 50 centesimi l’uno, sempre 25.000 euro ci vogliono. E dunque chi è il “benefattore” che finanzia questa contestazione? Intanto l’obiettivo è già raggiunto con l’annuncio stesso. I gruppi ultras oggi producono comunicati ed “esternano” come pochi, qualcuno ha pure l’ufficio stampa. Gli ultras hanno organizzazione partitica estrema, vivono di iniziative, e si considerano parte integrante dello spettacolo. Il classico 12° uomo in campo.
Sugli ultras della Curva Nord dell’Inter bisogna far notare che sono gli stessi che esattamente un anno fa – il 29 ottobre 2022 – svuotarono di prepotenza la curva, con minacce a famiglie e pugni anche a chi non voleva andarsene, in segno di lutto per l’assassinio di Vittorio Boiocchi, capo ultras pregiudicato freddato per un regolamento di conti. Sui traditori della bandiera il discorso è lungo. L’Inter che affronterà la Roma è arrivata in finale di Champions con Dzeko, che dei giallorossi fu colonna e bandiera. E uno dei migliori giocatori dell’Inter è Mkhtaryan, anche lui andatosene a fine contratto all’Inter. Ognuno si indigna quando il tradimento lo subisce, ma non quando se ne avvantaggia. Il problema grave è se dai fischi si passa ad altro, Lukaku è già stato molte volte vittima di episodi razzisti. Basti ricordare lo Juve-Inter dell’aprile scorso, con Lukaku espulso, il fraintendimento sulla sua esultanza dopo il gol, i fischi e i buu razzisti, la squalifica poi annullata e i 171 daspo tra i tifosi.
Si rischia di ricreare un clima del genere, certo la Figc non vedrà bene una contestazione così militarmente organizzata. La fischiettata dunque non è solo folclore, anzi, e ha i suoi risvolti negativi, senza contare che rischia pure di avere l’effetto contrario, caricare cioè l’attaccante, anziché confonderlo. E se Lukaku facesse gol?
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