Un’Italia “provinciale” e i calcoli per l’Europeo: cosa serve per qualificarci e l’eventuale “piano B”
Lo choc in Macedonia battezza il nostro livello mediocre. E Spalletti deve fare i conti anche con il caso Donnarumma
Forse è arrivato il momento di mettersi l’anima in pace una volta per tutte. Come si dice, siamo questi. Abbiamo mangiato ostriche e caviale per una vita, ma ora la ricchezza – di talento – è finita, e dobbiamo imparare quanto, in fondo, anche un piatto di pasta al pomodoro, se fatto bene, possa essere la fine del mondo. Se facciamo un punto in due partite con la Macedonia del Nord nel giro di poco più di un anno, con due allenatori diversi e con giocatori in campo diversi, significa che il livello dell’Italia ad oggi è questo qua. Basta sognare. Partecipare a un Europeo o a un Mondiale, ad oggi, per l’Italia è già una vittoria. Non più una semplice formalità, come eravamo abituati.
Cosa poteva cambiare mister Spalletti con soli cinque giorni di allenamenti a disposizione? Niente. E infatti niente è cambiato. Siamo ancora qua. Tra le speranze – poche – di farcela, e le probabilità – purtroppo parecchie – di osservare ancora una volta dal divano uno dei grandi eventi del pallone delle nazionali. E allora prendiamo carta e penne e vediamo cosa dobbiamo fare, ora, per scongiurare l’ennesima tragedia sportiva tricolore.
Cosa serve per passare
Adesso all’Italia servono 6 punti contro l’Ucraina, che affrontiamo domani (martedì 12) alle 20,45 a San Siro. Quattro punti potrebbero non bastare anche perché i rivali gialloblù hanno due partite con Macedonia e Malta, mentre noi – pur con una gara in meno – dovremo ancora andare a giocare in Inghilterra. Gli inglesi sono al sicuro con i loro 13 punti in cinque partite. Gli ucraini occupano il secondo posto nel girone C con 7 in quattro gare, l’Italia insegue con 4 ma una partita in meno rispetto all’avversario che affrontiamo domani. A quota 4, ma con 4 gare giocate, c’è pure la Macedonia. Solo Malta è tagliata fuori, ancora al palo dopo quattro match disputati. Per gli azzurri è praticamente obbligatorio portare a casa i tre punti al Meazza con l’Ucraina, con la quale chiuderanno poi il girone il 20 novembre in trasferta: ovviamente, per via della guerra, il match si disputerà in Polonia. Nel mezzo le sfide interne con Malta e Macedonia, dove è lecito aspettarsi 6 punti, e la difficile trasferta inglese. Si qualificano direttamente all’Europeo tedesco del 2024 le prime due del girone. L'Ucraina affronterà la Macedonia in casa, andrà a Malta prima di terminare con gli azzurri in quello che potrebbe essere un drammatico scontro diretto per staccare il biglietto per la Germania.
E se non ce la facciamo?
Nel malaugurato caso in cui l’Italia non dovesse qualificarsi, avrebbe in ogni caso il salvagente dei playoff, anche se non dovesse finire tra le terze classificate, in quanto tra le quattro finaliste dell'ultima Nations League. Saranno 12 le nazionali a disputare i ripescaggi, con la stessa formula dell’ultimo, quello che ha qualificato al Mondiale, ovvero tre raggruppamenti con semifinali e finale per gli ultimi tre posti a disposizione. Delle forche caudine che abbiamo già tentato di attraversare senza successo mesi fa – proprio a causa della Macedonia del Nord, che ci sconfisse al Barbera di Palermo – e che sarebbe meglio evitare. Se le chiacchiere stavano a zero prima della trasferta a Skopje, ora siamo davvero alla canna del gas calcistica.
Il caso Donnarumma
Spalletti deve fare i conti anche con il caso Donnarumma. Il calcio di punizione di Bardhi che ci ha condannato all’1-1 è entrato sul palo di competenza del portierone del Psg. In molti invocano il cambio in porta. Il nome caldo è quello di Vicario, che al Tottenham sta ripetendo le prodezze mostrate nella scorsa stagione con l’Empoli.
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