Gioco
Serie A, l’inizio che non t’aspetti: stadi pieni e calo degli ascolti tv
Nella prime tre giornate presenze sugli spalti in crescita: le milanesi fanno la parte del leone. Bene anche Roma e Viola
C’è aria nuova nel nostro campionato, fatta di tanta voglia di andare allo stadio, come non mai negli ultimi anni; nonostante le prime tre giornate siano andate in scena tra agosto ed i primissimi giorni di settembre, quando molte famiglie erano ancora in vacanza, i numeri degli spettatori sono veramente strabilianti. In ciascuna delle tre giornate del campionato di Serie A andate finora in archivio è sempre stato superato il muro delle 300.000 presenze, e il totale fatto registrare nei primi tre turni arriva a 930.000. Un cambiamento epocale per il nostro movimento, che negli ultimi anni ci aveva abituato a stadi desolatamente semivuoti; sembrava una tendenza irreversibile, con gli appassionati che sempre più si spostavano dagli scomodi gradoni degli impianti ai più confortevoli divani di casa, magari con birra a popcorn al seguito. Invece, in questo avvio di stagione sta accadendo l’esatto contrario, complice anche l’aumento dei costi degli abbonamenti alle pay tv.
Se i dati degli ascolti tv della prima giornata erano stati confortanti (+ 500.000 spettatori rispetto alla stessa giornata del campionato 2022/23), la seconda e la terza hanno evidenziato un calo rispettivamente di 700 e 100.00 spettatori, veramente tanti.
È presto per emettere un giudizio definitivo, ma la tendenza è chiara: più stadio e meno tv. Il tutto nonostante una polemica miope, per non dire ceca, delle società; anziché cavalcare l’onda, i nostri club hanno pensato bene di aumentare i prezzi, soprattutto nei settori popolari. Le curve sono aumentate addirittura del 24 per cento, un’enormità anche in tempi da inflazione a due cifre. Tanto per fare un esempio, a “San Siro” il primo prezzo è passato da 14 a 19 euro per il Milan, addirittura da 10 a 22 per i nerazzurri.
Nonostante l’impennata, però, le due cugine meneghine non hanno certo problemi a riempire la “Scala del calcio”, quel “Meazza” destinato ad essere presto pensionato ma che in questo avvio di stagione ha regalato scenari da brividi. L’Inter in due partite ha contato 175.000 spettatori, il Milan ne ha fatti 72.000 nell’unica gara disputata, contro il Torino, con tutto il rispetto non certo una corazzata del nostro calcio.
Non scherza neanche la Roma, contro il Milan arrivato al 35° sold out consecutivo, alla media di 62. 050 spettatori. Bene anche la Lazio, che vanta tradizionalmente un più ampio bacino di tifosi fuori dalla Capitale, a quota 40.000, mentre era lecito aspettarsi di più dal Napoli. Nonostante lo scudetto appena conquistato, il Ciuccio nelle due partite disputate si è fermato a 41.200 spettatori di media, pochi, molto pochi per una città che ha passato l’estate a festeggiare il terzo tricolore.
Una parola la meritano anche il Genoa, a quota 33.000, con il record di abbonamenti, e la Fiorentina. Nella città di Dante, il gioco sbarazzino di Vincenzo Italiano ha fatto breccia, e nell’unica partita casalinga disputata nelle prime tre, e contro una piccola, il Lecce, ha bypassato il muro dei 30.000.
Numeri eccezionali, dunque, nonostante spesso gli impianti siano vecchi e fatiscenti; l’età media dei nostri stadi è addirittura di 68 anni, un'enormità se paragonata a quelli tedeschi e inglesi (35), paesi in cui, oltretutto, ogni anno nascono nuovi, futuristici impianti.
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