Gioco
Spalletti inizia col brivido, l'Italia stasera si gioca tutto in Macedonia
A Skopje gli Azzurri devono vincere per sperare di andare all’Europeo: Chiesa e Pellegrini out, il nuovo ct punta sul 4-3-3 con Zaccagni
Eccoci qua. Un po’ intontiti e un po’ eccitati. Impauriti dalle – tante – recenti delusioni, ma allo stesso tempo entusiasmati da quel vento di novità che profuma di speranza e di Luciano Spalletti. Dentro o fuori. Ci giochiamo tutto in una partita, tanto per cambiare. E negli ultimi anni – salvo l’estate da sogno del trionfo europeo di due anni fa – quando l’Italia si è trovata sull’orlo del baratro è sempre scivolata nel buio della tragedia sportiva.
L’ultima volta era proprio contro di loro. Era il marzo 2022 e un gol del non irresistibile Trajkovski al 92’ gelò il Barbera di Palermo certificando la nostra seconda assenza consecutiva dal Mondiale dopo il disastro svedese del novembre 2017. Per far venire i brividi a un italiano basta sussurrargli Macedonia del Nord. Ancora la Nazionale giallorossa, sabato 9 settembre. Stavolta andiamo a casa loro. Stavolta, invece del Mondiale, ci giochiamo la qualificazione agli Europei dell’anno prossimo. La prima di Spalletti da ct è subito decisiva. Inizia il nuovo ciclo azzurro, e si vede chiaramente dalle scelte del tecnico per gli undici che alle 20,45 scenderanno in campo a Skopje.
Imprevisti
A poco più di due settimane dall’addio di Roberto Mancini, l’avventura di Spalletti parte da una serata di quelle in cui l’adrenalina tocca i massimi livelli. Una vigilia di fuoco, dunque, complicata dagli imprevisti. Federico Chiesa e Lorenzo Pellegrini hanno salutato il gruppo Azzurro poco prima della partenza per Skopje per problemi muscolari. Se Pellegrini non pareva candidato a una maglia da titolare, l’esterno della Juve rappresentava una delle possibili chiavi di successo in Macedonia. La sua assenza, comunque, non dovrebbe – salvo clamorose sorprese – modificare il credo tattico dell’uomo che ha riportato lo scudetto a Napoli a 33 anni di distanza dall’impresa firmata Maradona. Sarà 4-3-3 per un’Italia giovane sì, ma allo stesso tempo esperta. Fondata su giocatori che a livello internazionale hanno un discreto bagaglio di gare, almeno a livello di club.
Le scelte
Senza Acerbi, non ancora al top della condizione, nella difesa a quattro degli Azzurri i centrali sono gli stessi della serata maledetta di Palermo: Mancini e Bastoni. A destra Di Lorenzo e dall’altra parte l’inesauribile Dimarco. Jorginho e Verratti sono ormai il centrocampo del passato. Quello del presente è affidato a Cristante, con Barella e Tonali in supporto. C’è tutto: muscoli, geometrie e rapidità. Al posto di Chiesa come esterno sinistro d’attacco il candidato numero uno è Zaccagni, con Politano a destra. Raspadori la possibile sorpresa. Punto di riferimento offensivo il solito Ciro Immobile, nuovo capitano della Nazionale. Con l’Italia non ha la media gol sbalorditiva costruita con la Lazio, ma è un senatore. E nelle partite decisive i “vecchi” servono come il pane. Non possiamo pensare di giocare sulla difensiva. Siamo l’Italia, al di là di tutto. E abbiamo un solo risultato a disposizione: la vittoria.
Gli avversari
Sarà 4-3-3 anche per la Macedonia del Nord, che ha vinto la prima gara del girone di qualificazione con Malta, perdendo poi di misura (3-2) con l’Ucraina, che noi affronteremo martedì a San Siro, e crollando 7-0 a Old Trafford con l’Inghilterra. In caso di sconfitta, la squadra di Milevski può dire definitivamente addio al sogno di partecipare all’Europeo. Non troveremo un ambiente facile.
Il girone
Inghilterra e Ucraina guidano il girone. Si qualificano le prime due. Non pensiamo all’eventualità degli spareggi: perché non dobbiamo ricorrere di nuovo all’ultima spiaggia e poi perché, lo dice la storia recente, per noi “spareggio” fa pericolosamente rima con “lacrime”.
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