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Sinner, Egonu e le rinunce alla Nazionale: il commento di Barazzutti e Buti

di Tommaso Silvi
Sinner, Egonu e le rinunce alla Nazionale: il commento di Barazzutti e Buti

L’ex capitano di Coppa Davis: «Non capisco la scelta di Jannik». Il capitano della Nazionale seconda ai Giochi di Rio: «Solo lo spogliatoio azzurro conosce la verità»

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C’è stato un tempo in cui l’Italia chiamò. E dall’altra parte la risposta era assicurata. In ogni sport, in qualsiasi competizione. Chi veniva selezionato per rappresentare il Paese, alla chiamata rispondeva “Presente”. Sempre e comunque. Ad ogni costo. La convocazione azzurra era onore e sogno, speranza e ambizione massima di tutti gli atleti.

Da sogno a peso

Era, appunto. Perché oggi accade che lo squillo della Nazionale finisca tra le chiamate senza risposta. Ce lo insegnano le storie di due talenti del nostro sport: Jannik Sinner e Paola Egonu. Lui tennista, lei asso del volley. Vicende diverse, solito finale: Italia? No, grazie.

«Devo recuperare»

L’annuncio è arrivato su Instagram a poche ore dalla sconfitta nei quarti di finale degli Us Open contro il tedesco Zverev, che nelle prime ore di ieri si è arreso in finale al fenomeno Alcaraz. «Sfortunatamente non ho avuto abbastanza tempo per recuperare dopo i tornei in America – ha scritto Jannik Sinner, attualmente tra i migliori tennisti italiani – e purtroppo non potrò far parte della squadra a Bologna (la Coppa Davis inizierà il 12 settembre, ndr). È sempre un onore giocare per il nostro Paese e sono convinto di tornare in Nazionale al più presto». Lo stesso Sinner che, nell’estate di due anni fa, saltò le Olimpiadi per «concentrarmi sulla mia crescita e sul mio tennis», disse l’altoatesino. «Dev’essere qualcosa di grave – commenta l’ex capitano di Coppa Davis, Corrado Barazzutti – perché un ragazzo di 22 anni in dieci giorni dovrebbe recuperare senza problemi. Se insieme al capitano, Filippo Volandri, hanno deciso di non giocare vuol dire che la situazione è più grave rispetto ai crampi che aveva durante la sfida con Zverev. Non posso entrare nel merito perché non sono più dentro al giro del tennis azzurro. C’è un capitano che fa le scelte e in base alle situazioni che si creano decide il da farsi. L’unico aspetto positivo – dice Barazzutti – è che pur senza Berrettini e Sinner la nostra squadra è sempre favorita per passare il turno, dato che passano le prime due nazioni classificate».

Il caso sotto rete

Ottobre 2022. La Nazionale femminile di volley ha appena conquistato il bronzo al Mondiale. La nostra giocatrice più forte, Paola Egonu, si sfoga e annuncia l’allontanamento dall’azzurro per le critiche che le sono piovute addosso, anche e soprattutto dal mondo social, con tanto di vergognosi riferimenti di stampo razziale. Egonu va a giocare nel campionato turco, vince la Champions League, prima di decidere di tornare a difendere i colori dell’Italia. L’occasione è l’Europeo di quest’anno, che ha visto l’Italia eliminata in semifinale dalla Turchia e sconfitta dall’Olanda nella finalina per il terzo posto. Paola Egonu è rimasta ai margini, con il ct Davide Mazzanti che le ha concesso poche apparizioni in campo e tanta panchina. Rottura totale tra l’allenatore e la giocatrice, che non prenderà parte al torneo di qualificazione olimpica in partenza il 16 settembre. Per la seconda volta in meno di un anno Egonu dice “No” all’Italia. «Solo chi è dentro lo spogliatoio conosce la verità – dice Simone Buti, ex capitano dell’Italia maschile arrivata seconda alle Olimpiadi di Rio del 2016 –, quindi è difficile valutare dall’esterno». Un’altra pace è possibile? «Non credo proprio», dice Buti. Che aggiunge: «Giocare per Italia è pazzesco. Quando senti l’inno prima della partita ti rendi conto dell’enorme responsabilità che hai. I ricordi con la Nazionale sono tra i più belli in assoluto della mia carriera».

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