Proteste
Nazionale, Buffon fa il suo esordio come capo delegazione
Il primo giorno del numero 1: «Regalerò parole e consigli Impossibile essere Vialli, ma sarete orgogliosi di noi»
FIRENZE. Dal Parma all'azzurro, neanche il tempo di godersi le meritate vacanze che Gigi Buffon si ritrova di nuovo proiettato sul campo. Stavolta con compiti diversi, da capo delegazione di una nazionale che quando accettò l'incarico prevedeva un altro commissario tecnico.
Poi l'addio di Roberto Mancini, che ieri “Superman” ha definito una scelta «inaspettata», anche se «la Federazione ha dato risposte molto celeri e convincenti». Quindi un nuovo staff e un nuovo commissario tecnico, Luciano Spalletti, con il quale «l'Italia credo abbia trovato l'uomo giusto al momento giusto», dice convinto l'ex portiere campione del mondo nel 2006.
«Nonostante gli alti e bassi, arriviamo da una non qualificazione al Mondiale ma anche da una vittoria all'Europeo, e questo ci dovrebbe rassicurare sul fatto che non siamo un calcio minore» dice Buffon, sottolineando che «in questi giorni ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente e al mister con il suo staff, e ho sentito di nuovo parlare di concetti e di valori fondamentali per raggiungere determinati obiettivi». Ad introdurre il nuovo Buffon in versione dirigente, è stato il presidente della Figc Gabriele Gravina, secondo il quale «oggi la squadra azzurra è in mani salde con Spalletti in panchina e Buffon capo delegazione. Con queste scelte credo di aver fatto il massimo per onorare la maglia azzurra».
«La storia azzurra non si ferma, non si può fermare. Uno dei più grandi monumenti della storia azzurra torna finalmente a casa. Buffon è il nuovo capo delegazione», ha aggiunto Gravina introducendo Buffon a Coverciano e rivelando che «quando ha deciso di smettere siamo andati alla carica e Gigi ha accettato questo ruolo. Sono convinto che entrerà nell'Olimpo azzurro anche da dirigente».
Buffon prende il posto del compianto Gianluca Vialli, scomparso il 6 gennaio scorso, tuttavia l'ex numero uno azzurro avverte: «Il ricordo di Vialli è bellissimo perché avevamo un rapporto straordinario anche fuori dal campo. Poter essere come lui è impossibile», ripete, assicurando che «cercherò di essere quello che sono sempre stato anche da giocatore, cercando di aiutare il mister e i giocatori con una parola, con un consiglio».
Da oggi dunque parte ufficialmente il cammino della nuova Italia in vista dei match di qualificazione al campionato europeo contro Macedonia del Nord e Ucraina.
«Voglio vedere un'Italia generosa e come ha detto Spalletti l'obiettivo è quello di rendere i tifosi di nuovo orgogliosi», il suo mantra, con l'obiettivo inoltre di tornare a cavalcare l'entusiasmo dell'Europeo vinto nel 2021.
«È stata una magia, un obiettivo raggiunto anche con il supporto di tre o quattro situazioni fortunate», ma l’obiettivo è anche quello di «cancellare la mancata qualificazione al Mondiale che è stata la stessa cosa al contrario».
Inevitabili le domande sugli attuali portieri azzurri: «Negli ultimi 3 o 4 anni il serbatoio italiano dei portieri è cresciuto molto e ce ne sono adesso cinque o sei di livello elevatissimo, oltre a Donnarumma che ormai è un portiere top mondiale. Da Vicario a Provedel e Meret, ma anche Falcone a Lecce e Di Gregorio a Monza. Portieri che hanno dimostrato di essere affidabili e con qualcosa di speciale». E a proposito di Gigio Donnarumma, da tempo eletto come suo erede, Buffon si dice sicuro: «Cresci e impari molto di più quando commetti degli sbagli. Questo vale anche per Donnarumma che ho trovato adesso a 24 anni maturato definitivamente: è diventato un uomo».
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