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28 chilometri di dolce illusione poi Van der Poel divora Bettiol

di Stefano Fiori
28 chilometri di dolce illusione poi Van der Poel divora Bettiol

L’azzurro ci prova, ma il belga trova un finale-capolavoro

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Buon sangue non mente: uno dei fenomeni del ciclismo attuale, l’olandese Mathieu Van der Poel, 28 anni, ha vinto da dominatore il campionato mondiale su strada a Glasgow. Il sangue che scorre nelle vene di questo poderoso atleta del team Alpecin è quello del nonno, Raymond Poulidor, a suo tempo grande rivale di Jacques Anquetil. Un campionato mondiale durissimo e non soltanto per la pioggia che, a tratti, ha disturbato la marcia dei corridori causando anche numerose cadute. In effetti il circuito ricavato nel cuore di Glasgow, da ripetersi per 10 volte, si è rivelato molto selettivo e senza respiro. Van der Poel ha costruito la sua irresistibile azione solitaria a 22 chilometri dal traguardo, non appena riacciuffato uno splendido Alberto Bettiol, in fuga solitaria per 28 chilometri e con il suo attacco ha causato la disgregazione del gruppo di 28 concorrenti che a quel punto comandava la gara. I soli a rispondere alla sfida dell'azzurro sono stati i quattro più accreditati aspiranti alla conquista della maglia iridata; Wout Van Aert, Mathieu Van der Poel, Mads Pedersen e l'immancabile Tadej Pogacar. Il loro inseguimento si è protratto fino a metà del penultimo giro e, appena recuperato Bettiol, senza indugio alcuno Van der Poel si è giovato di un cavalcavia per distanziare inesorabilmente i compagni d'avventura. Nei pressi del traguardo, a due chilometri dall'inizio dell'ultimo giro e con un margine di quasi un minuto sui tre inseguitori, il corridore olandese è scivolato malamente a causa di una curva resa viscida dalla pioggia, danneggiando uno scarpino e ferendosi su di un fianco. In molti hanno temuto che il mondiale di Van der Poel fosse finito in quel momento, ma coraggiosamente l'atleta olandese si è rialzato, è montato sulla bici ed è ripartito con tanta rabbia in corpo. Da quel momento per gli inseguitori è stata notte fonda e all'arrivo Van Aert ha accusato un ritardo di 1'37" e la coppia Pogacar, comunque medaglia di bronzo, Pedersen di 1'46". Più staccati tutti gli altri, pochi, superstiti, con il bravissimo ma sfinito Bettiol che si è piazzato decimo. Un ordine d'arrivo con distacchi da tappone dolomitico e ben pochi concorrenti che hanno concluso la loro fatica, su di un percorso asfissiante e con il meteo che ha fatto spesso le bizze. Per Van der Poel, re delle classiche avendo vinto quest'anno la Sanremo e la Roubaix, si è trattato della 57a vittoria in carriera, oltre a 7 campionati mondiali di ciclocross. La cronaca: 195 ciclisti in rappresentanza di 58 nazioni (un record) hanno preso il via nel mondiale scozzese. Prima fuga interessante al km 26, per un gruppo composto da Owain, Dinham, Tejada, Gamper, Vermaercke, Townsend, Neilands, Kelemen e Christensen che subito acquisisce un buon vantaggio. Al km 80 il fattaccio: gara neutralizzata a causa di un gruppo di ambientalisti che si sono letteralmente incollati alla strada. Interviene la polizia, che effettua 5 arresti e dopo 50 minuti il mondiale riparte. Il gruppo dei 9 resiste fino all'ingresso nel circuito di Glasgow, ma lentamente comincia a perdere i pezzi. Molto attivi gli italiani, con Rota, Bettiol, Velasco e Baroncini, che però cade malamente. I favoriti per il successo finale entrano in scena in un gruppo di 28 concorrenti che in pratica, dopo i primi giri del circuito, risultano essere i soli rimasti in gara.

Bettiol e Trentin sembrano avere un'ottima gamba ma proprio Trentin è costretto al ritiro dopo avere urtato una transenna ed essersi infortunato ad un polso. Cadute anche per Gaviria, Tejada e molti altri, mentre si ritirano Peter Sagan, al suo ultimo campionato mondiale e uno dei favoriti, l'australiano Michael Matthews.

Arrivo: 1. Mathieu Van der Poel (Ned) in 6h07'27" 2. Wout Van Aert (Bel) a 1'37" 3. Tadej Pogacar (Slo) a 1'45" 4. Mads Pedersen (Den) s.t. 5. Stefan Kung (Sui) a 3'48", 10. Alberto Bettiol (Ita) a 4'03".
 

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