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Calcio: la storia

Birra e bistecca di balena: il miracolo Klaksvik, dalle Far Oer alla Champions League

di Tommaso Silvi
Birra e bistecca di balena: il miracolo Klaksvik, dalle Far Oer alla Champions League

La formazione di un paesino di 5mila abitanti dello sperduto arcipelago tra Islanda e Norvegia ha eliminato gli unghersi del Ferencvaros nei preliminari: ecco chi sono i "ragazzi dell'isola" già entrati nella leggenda

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Il calcio è ancora vivo. Quello vero. Quello che sa essere imprevedibile, capace di sovvertire le gerarchie e consegnare alla leggenda chi sembrava destinato a recitare la parte della vittima sacrificale.

Quella del Klaksvik è una storia pazzesca. Straordinariamente romantica, degna di uno dei migliori film americani. Una squadra delle Isole Far Oer al secondo turno dei preliminari di Champions League. È già fantastico così. Ma c’è di più, molto di più.

Birra e balena

Martedì 11 luglio. Sono le 20,45 e a Klaksvik i padroni di casa scendono in campo di fronte a 530 spettatori contro gli ungheresi del Ferencvaros nel primo turno preliminare di Champions League. Ma facciamo un passo indietro. Siamo alle Far Oer, arcipelago a governo autonomo che fa parte del Regno di Danimarca e comprende 18 isole vulcaniche rocciose tra l’Islanda e la Norvegia, nell’oceano Atlantico del nord, collegate da tunnel stradali, traghetti, strade rialzate e ponti. In totale nell’arcipelago delle Far Oer vivono poco più di 52mila persone. Klaksvik è la squadra dell’omonimo paesino – 5mila abitanti – su una delle isole Far Oer, Borooy. Qui il vento spesso e volentieri soffia fortissimo e per combattere il clima tutt’altro che ospitale si mangiano bistecche di balena, rigorosamente accompagnate da un boccale di birra. Klaksvik-Ferencvaors è una di quelle partite dal risultato già scritto. La formazione ungherese ha una discreta tradizione europea, il Klaksvik è reduce da una vittoria e nove sconfitte nei primi turni di qualificazione alla Champions disputati negli anni scorsi e – dettaglio non di poco conto – nella squadra delle Far Oer ci sono diversi calciatori dilettanti, che nella vita fanno un altro lavoro e giocano a pallone soprattutto per divertimento. Ma – come si dice – nel calcio può succedere di tutto.

Il miracolo

Nello stadio del Klaksvik – che dalle nostre parti sarebbe un campo sportivo di Prima o Seconda categoria, come dimensioni dell’impianto – il Ferencvaros non passa. Finisce 0-0 ed è già qualcosa di clamoroso. Gli ungheresi sanno di poter contare sul ritorno a Budapest, di fronte a 15mila spettatori. E si preparano a fare un solo boccone dei ragazzi dell’isola. Mercoledì 19 luglio, però, si materializza il miracolo: alla Groupama Arena passano otto minuti e l’arbitro assegna un calcio di rigore al Klaksvik. Gol. 0-1. Al 32’ l’apoteosi: dopo aver segnato dal dischetto la rete del vantaggio, il 31enne Arni Frederiksberg, che in vita sua ha giocato solo nel campionato delle Far Oer, realizza la doppietta più importante della sua carriera. Il Ferencvaros è nel panico. Il pubblico non sa se contestare la squadra del cuore o applaudire il Klaksvik, che sta scrivendo una pagina epica del pallone. Il primo tempo finisce addirittura 0-3: per il Klaksvik segna anche l’ivoriano Kassi, mediano del 1994 con poca gloria accumulata nei campionati norvegesi. Al 90’ è tutto uguale: 0-3, Klaksvik promosso al secondo turno. Ora il pubblico ungherese applaude senza sosta la formazione dell’arcipelago sperduto.

Doppia favola

Tra andata e ritorno il Klaksvik ha mantenuto la porta inviolata. Ed ecco la favola nella favola. Quella di Nils Jonatan Johansson. Il portiere del Klaksvik si era ritirato dal calcio nel 2022, poi ad aprile era tornato in campo nei dilettanti norvegesi, da difensore. A giugno il Klaksvik l’ha convinto a infilarsi di nuovo i guanti per tamponare l’emergenza portieri: Johansson, 32 anni, col Ferencvaros ha sfoderato miracoli a ripetizione. Dalle Far Oer è tutto. Per ora. Perché per i ragazzi dell’isola il sogno Champions League continua.

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