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Stangata in tv: è sempre più caro vedere il calcio

Stangata in tv: è sempre più caro vedere il calcio

Aumento deciso degli abbonamenti: 40 euro per la A, 35 per la Champions

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Quando Dazn mise le mani sui diritti televisivi della serie A come maggiore “azionista”, due anni fa, l’abbonamento partiva da 9, 99 euro nella versione light. È vero, il salto dall’affidabilità del satellite allo streaming fu abbastanza traumatico, con alcuni problemi tecnici. Oggi, 24 mesi dopo, i problemi di ricezione delle partite sono stati risolti ma le tariffe sono schizzate alle stelle. Da agosto gli appassionati della nostra serie A dovranno sborsare almeno 40 euro al mese per garantirsi la visione delle dieci partite di ogni giornata, di cui sette in esclusiva.

Un aumento sensibile. Anche se la piattaforma con sede in Inghilterra ha varato una serie di pacchetti che consentono comunque un risparmio, come il pass annuale che garantisce la visione di tutti gli eventi ma che comunque vincola per 12 mesi senza possibilità di recesso, che invece ha chi sceglie il piano mensile.

Calcio sempre più caro, e non sfugge la connessione i questi aumenti con la partita che si sta giocando in queste settimane sul bando per i diritti tv per il prossimo triennio (o quinquennio, vedremo) . Le offerte arrivate alla Lega infatti non hanno soddisfatto i club, che puntano al miliardo di incasso: dunque, i player cercano in tutti i modi di reperire risorse in questa stagione per poi giocarseli sul tavolo della trattativa.

DAZN

Ma facciamo due conti. Dazn (un milione e settecentomila abbonati stimati) , per la formula standard costa 40 euro al mese o 299 euro anticipati per un anno. E poi c’è la tariffa Plus, quella che permette di dividere l’abbonamento con un’altra persona, che passa a 55,99 (più 16 euro rispetto allo scorso anno) o 449 annuali in soluzione unica.

Di fatto, i tifosi potranno mantenere lo stesso prezzo solo col pagamento anticipato per l’intero anno, altrimenti con la soluzione mensile pagheranno molto di più.

La strategia dell’azienda appare abbastanza chiara: rientrare in fretta da un investimento sulla massima serie del calcio italiano che non ha soddisfatto i vertici, anche per l’uscita di scena del partner tecnico Tim e nello stesso tempo ridurre gli effetti della cosiddetta flessibilità, ovvero della possibilità da parte degli abbonati di uscire in qualsiasi momento: nei mesi estivi infatti molti abbonati recedevano dal contratto. Con il vincolo annuale si punta a diminuire questo rischio.

SKY E LA CHAMPIONS

Da questo ragionamento resta fuori la Champions League: si può aggiungere con Mediaset Infinity (con il pass annuale da 69 euro, totale di 368 euro) oppure con Now per circa 120 euro l’anno (totale 419 euro) . Questa seconda ipotesi include la Premier League e tutto lo sport di Sky. Anche qui andrebbe aggiunto l’abbonamento Prime Video per completare il bouquet della Champions. Il punto forte di Sky, oltre alla Champions, è l’esclusiva su Premier, Bundesliga e Ligue 1 (la Liga invece è su Dazn) oltre alla possibilità di usare un secondo dispositivo fuori casa con Sky Go. Ma per vedere le 7 partite mancanti di Serie A serve necessariamente sottoscrivere un abbonamento Dazn. l
 

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