Attenzione
Il Bengodi dei procuratori
Dai trasferimenti milionari a raffica fino all’arrivo dei club arabi il calciomercato è sempre più un affare per gli agenti dei giocatori
Come accade ad ogni sessione di mercato, i grandi protagonisti delle trattative sono i procuratori. La globalizzazione del mercato ha infatti amplificato la loro importanza, soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti che riguardano giocatori di altri paesi, sconosciuti alla grande maggioranza degli addetti ai tifosi. Adesso, quando una società cerca, per dire, un centrocampista bravo in fase di costruzione, che fa? Semplice, prende il telefono e chiama un procuratore per chiedere se nel suo portafoglio ha un giocatore con quelle caratteristiche. E fin qui niente di male, l’agente offre un servizio, ed è giusto che venga pagato, come tutti i lavoratori di questo mondo. Il problema è quanto vengono pagati.
I numeri della Fifa
L’ultimo report Fifa, dello scorso gennaio, che ha analizzato gli oltre 20.000 trasferimenti di calciatori da una federazione all’altra, fotografa alla perfezione il peso economico assunto dagli agenti. Nel 2022 le società della nostra massima serie hanno speso, per le mediazioni, la bellezza di 79 milioni di euro. Un “malloppo” secondo soltanto a quello della Premier, arrivata addirittura a 181 milioni. Soldi che escono dal giro del movimento, non si tratta infatti di danaro che passa dalla società A alla società B che magari li reinveste, ma che rimangono a disposizione degli agenti, sempre più milionari, proprio a causa delle laute commissioni ricevute.
Con l’Arabia si vola
Un trend destinato ad aumentare in maniera esponenziale in questa tornata estiva di mercato. Il motivo è presto detto, l’entrata a piedi uniti nel mercato dei calciatori da parte dei club dell’Arabia Saudita, che elargiscono ingaggi monstre ai calciatori. Apripista è stato, lo scorso gennaio, Cristiano Ronaldo, ricoperto d’oro dall’Al Nassr; sembrava il classico tramonto di un giocatore a caccia degli ultimi petrodollari, è stato il primo di una lunga serie. Qualche nome? I 200 milioni per Benzema, i 30 per l’ex Chelsea, e Napoli, Koulibaly, per l’ex Inter Brozovic e per Mendy, i 20 per il laziale Milinkovic-Savic. Con cifre del genere, i compensi dei procuratori si amplificano all’infinito, toccando punte mai raggiunte prima.
Il cambio di regolamento
Una tendenza, quella araba, cavalcata dagli stessi procuratori, per una duplice ragione; la prima, più spicciola, legata alle principesche commissioni, la seconda legata al prossimo cambio regolamentare già approvato dalla Fifa proprio in termini di percentuali per gli agenti. Tra qualche mese, infatti, saranno previste delle percentuali ben definite e non oltrepassabili: l’agente non potrà incassare più del 10% pagato per il cartellino dalla società che vende – comunque una enormità, nel caso di un trasferimento per 70 milioni di euro come quello recente di Tonali, sono 7 milioni -, il 3% dell’ingaggio per chi rappresenta il calciatore ceduto o per chi lavora per la società che acquista. In questa situazione, i procuratori hanno tutto l’interesse ad alimentare i trasferimenti verso l’Arabia, con commissioni “monstre” e portafogli degli agenti che si fanno sempre più ricchi.
Una tendenza che, forse, neanche il cambio di regolamento imposto dalla Fifa riuscirà comunque a fermare; infatti, le varie associazioni dei procuratori, ovviamente contrarie alla riforma, hanno proposto ricorso alla Corte di Giustizia Europea avverso la nuova normativa, con esito atteso tra pochi mesi. E che la materia sia controversa, lo dice anche la procedura proposta al Tas, il tribunale arbitrale dello sport.
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